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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Politica

Terni-Spoleto, come sarebbe la nuova provincia dell’Umbria sud

Una quarantina di comuni per poco meno di 300mila residenti che generano redditi per quasi 3,5 miliardi di euro. E lo sguardo puntato al Reatino

Circa 300mila abitanti per una quarantina di comuni che generano redditi per poco meno di 3,5 miliardi di euro. Sarebbero questi i numeri principali della nuova provincia dell’Umbria del sud che accorperebbe Terni, Spoleto, una parte della Valnerina. Con qualcuno che ipotizza anche un passaggio di Todi nel Ternano – ad oggi la città di Jacopone ricade nella circoscrizione giudiziaria di Spoleto – e ancora chi guarda ad una possibile futura apertura al Reatino.

A riaccendere la miccia della discussione è stato di recente il Comitato Provincia Terni-Spoleto che ha rilanciato l’idea della “federazione dell’Umbria sud”, raccogliendo il consenso dell’Unione civica per Terni con l’obiettivo di inserire la questione del più generale riequilibrio territoriale dell’Umbria ai primi posti dell’agenda politica di queste settimane, in vista del voto del 25 settembre. Chiedendo anzitutto ai candidati umbri di prendere come impegno quello di sollecitare la riflessione e – magari – la realizzazione del progetto della antica “provincia del Nera”.

Progetto che entra ed esce dal dibattito pubblico e che – senza dubbio – viene alimentato da un diffuso sentimento di “bilanciare” pesi, risorse e importanza fra quella che viene definita come la “matrigna” Perugia e Terni e Spoleto, per qualcuno schiacciate ormai da anni dal “Peruginocentrismo”.

La provincia di Terni conta ad oggi 218.254 abitanti su un territorio vasto 2.122 km quadrati. Nella nuova provincia entrerebbero anche Spoleto (36.556 abitanti, fonte Istat 2022) e i circa 35mila della Valnerina. Andando così a comporre una popolazione complessiva di circa 300mila residenti a fronte dei circa 590mila della provincia di Perugia che vedrebbe però ridotta la sua estensione a circa 4.800 km quadrati (1.500 in meno rispetto ad oggi).

“Dunque – rifletteva tempo indietro il Comitato - da 1/4 degli abitanti e 1/5 della superficie umbra, la Provincia di Terni andrebbe a gestire 1/3 degli abitanti umbri (praticamente la metà dei residenti nella provincia di Perugia) su una superficie che rappresenterebbe almeno il 40% dell’intera superficie regionale”.

Anche da un punto di vista finanziario, la provincia dell’Umbria del sud avrebbe i suoi vantaggi: quasi 1,9 miliardi di redditi da lavoro dipendente, poco meno di 1,5 da pensioni e circa 110 milioni da lavoro autonomo per i contribuenti della quarantina di comuni compresi nella nuova realtà. E nel calcolo - sulla base dei dati del Mef relativi alle dichiarazioni dei redditi del 2021 - non è compreso il comune di Todi che invece, nel piano, potrebbe entrare a far parte della nuova realtà.

Abitanti, estensione, soldi: tutti elementi che andrebbero a pesare sulla bilancia politica della Regione con una evidente e necessaria ridistribuzione degli equilibri.

Ad oggi, l’impegno del Comitato Terni-Spoleto è quello di sondare il terreno, ancora prima di fare “pressioni” sulla politica che sarà. Perché in fin dei conti, la domanda che ci si pone è essenziale: “Prima ci occorre sondare l’interesse dei cittadini di Terni, della provincia ternana, di Spoleto e della Valnerina: altrimenti è inutile cominciare”.

  

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