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Valentine Fest, artisti gratis sul palco del Secci: “Il teatro è lavoro ed ha una dignità che va rispettata”

L’intervento del Partito comunista: i poveri mortali non solo non hanno un pubblico, che è parte integrante della performance teatrale, ma si dovrebbero esibire gratuitamente in un’accozzaglia non ben definita di amore generico

Riceviamo e pubblichiamo un intervento del Partito comunista di Terni sulla terza edizione del Valentine Fest e, soprattutto, sulla decisione del Comune di Terni, di pubblicare un bando per la ricerca di artisti che forniscano gratuitamente la loro esibizione.

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Il Comune di Terni decide di non annullare del tutto gli eventi di San Valentino e fa uscire un bando esplorativo per vedere se qualche associazione teatrale o musicale del territorio sia disposta a mettersi a disposizione per una performance di dieci minuti sul palco del Teatro Secci. Una grande occasione per tornare al lavoro, penseranno la maggior parte delle persone.

Eppure questa proposta, a nostro avviso, rivela una grande ignoranza verso il lavoro delle persone grazie alle quali questo spettacolo sarebbe possibile.

Sono stati stanziati per questo evento 4.000 euro che saranno usati per il service audio luci (essenziale) e spese di promozione. E agli artisti? Nulla, ovviamente!

Si potrà obiettare che è richiesta una performance di soli dieci minuti e per di più un reading (una lettura a leggio).

Cerchiamo allora di spiegare cosa si cela dietro questo mondo: le associazioni teatrali di solito sono composte da uno o più professionisti e un certo numero di allievi, i quali da quasi un anno non fanno lezioni in presenza. Qualcuno magari si è adattato organizzando lezioni on line, ma va da sé che paragonare una lezione di teatro on line ad una in presenza, è come dire che giocare una partita di calcio dal vivo e una sulla playstation sono la stessa cosa.

Non si può pretendere che un allievo dopo tutto ciò sia in grado, a freddo, di sostenere una performance all’altezza.

Si potrebbe obiettare che i professionisti potrebbero esibirsi al posto degli allievi ma, come dice la parola stessa, un professionista è colui che svolge una professione e, come tale, va pagata.

Va ricordato che preparare un allievo ad una performance fa parte del lavoro e che prepararlo a quei dieci minuti comporta delle ore di lavoro che vanno ovviamente pagate.

Ci chiediamo come mai, proprio in questo momento in cui il teatro, come il mondo della musica, è in gravissima difficoltà, non ci sia uno sforzo, anche minimo, per aiutare quelli che di questo lavoro hanno la disgrazia di viverci e che da più di un anno sono fermi e si vedono relegati all’ultima fila dei lavoratori utili.

In questo fantomatico bando esplorativo non c’è per il momento nessuna selezione, come a dire che tutto fa brodo e non c’è nessuna richiesta specifica o direzione artistica, deve solo essere un testo sull’amore. Pressappochismo?

Sarebbe bello vedere il Comune di Terni aprire la porta a tutti gli artisti non solo per leggere qualcosa sull’amore, ma per lasciare che diano davvero il loro contributo; non per dare un contentino in cambio degli eventi valentiniani, ma la possibilità di lavorare insieme a qualcosa che abbia un senso e vedere finalmente riconosciuto quel lavoro.

Così mentre a Sanremo si accapigliano per avere un pubblico di congiunti che assista al festival, i poveri mortali non solo non hanno un pubblico, che è parte integrante della performance teatrale, ma si dovrebbero esibire gratuitamente in un’accozzaglia non ben definita di amore generico.

L’arte, la musica, il teatro è lavoro ed ha una dignità che va rispettata.

Non è un lavoro di serie B!

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