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Il post incriminato, foto da Facebook

Il post incriminato, foto da Facebook

“Tre omofobi a Terni”, galeotto il selfie su Facebook. Maggiora: “È uno scherzo”, ma il social network censura il post perché "incita all'odio"

Nuova polemica social. Gentiletti: “Non è divertente”. Pastore: “Non sorridevo quando ho iniziato a capire di essere gay o quando ho pensato di farla finita”

Un locale ternano sullo sfondo. In primo piano, stretti in un abbraccio sorridente, il sindaco di Terni Leonardo Latini insieme al vice presidente del consiglio comunale Devid Maggiora (Lega) e al senatore della Lega Simone Pillon, al centro delle proteste per il provvedimento che porta il suo nome in materia di separazione, divorzio e affidamento dei figli.

Nulla di strano fin qui, se non fosse per la frase che accompagna il post con tanto di foto pubblicato ieri sera sul profilo facebook del consigliere comunale: “Tre omofobi a Terni”.

Tempo pochi minuti e si scatenano commenti e reazioni a catena: “Caro Leonardo Latini sindaco di Terni, caro Devid Maggiora – scrive a sua volta Alessandro Gentiletti, consigliere comunale di Senso Civico – sapete che non sono un bacchettone, ma scherzare sull'omofobia, che ogni anno miete tante, troppe vittime, soprattutto fra i giovani, non è per niente divertente. Immagino che voi siate convinti di non essere omofobi. Allora perché il Comune di Terni non ha firmato il protocollo regionale contro la omotransfobia?”.

La retromarcia avviene qualche post sotto, quando la situazione inizia a riscaldarsi: “Ma certo che scherzo”, risponde Maggiora a chi gli chiede spiegazioni. E aggiunge, giustificandosi: “Non è mia intenzione scherzare sull'omofobia che è argomento serio e delicato ma sul fatto che al senatore Pillon qualcuno lo accusa quotidianamente di essere omofobo per i motivi più assurdi”.

Ma ormai il dado è tratto. “Per voi forse è un gioco, forse per voi sono solo risate e selfie, ma per una persona omosessuale l'omofobia non è divertente – risponde a sua volta Andrea Pastore (Senso Civico) – non sorridevo quando ho iniziato a capire di essere gay. Non sorridevo mentre mi vergognavo di essere me stesso. Non sorridevo quando ho pensato di farla finita perché pensavo di non essere in grado di affrontare i pregiudizi, l'ignoranza e l'odio. Non sorridevo quando sentivo dire frocio de merda e speravo non si riferisse a me. Non ho sorriso quando a vent'anni ho preso coraggio e ho deciso di dichiararmi ai miei genitori. Non sorrido quando un senatore, un sindaco e un consigliere fanno ironia sull'omofobia. Ma mi fate sorridere pensando che avete bisogno di deridere qualcuno per sentirvi migliori. Sorrido perché sono fiero di essere me stesso”.

Reazioni che sono continuate anche questa mattina: "Provo profonda tristezza per queste persone – commenta Stafano Bucaioni, presidente Omphalos Lgbti – come dei piccoli bulli, si fanno forza a vicenda. Per loro l’omofobia è un vanto e discriminare un dovere in nome del loro dio. Vergognatevi". Ed interviene anche il social network in questione sulla vicenda, cancellando direttamente il post incriminato:

omofobia-2

"Facebook mi ha appena cancellato il post – torna a scrivere il vice presidente del consiglio comunale –  evidentemente segnalato da qualcuno che proprio non capisce l'ironia. Finché ci offendono loro va bene ma se facciamo autoironia allora ci fanno censurare. Un bacione a tutti e forza #Lega. Ora e sempre #avantitutta".

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