Treofan Terni, Alessandrini e Lucidi: “Liquidazione inaccettabile”. Fissato un nuovo appuntamento al Mise

I senatori della Lega annunciano di voler sottoporre all’attenzione del Ministro Patuanelli la vicenda legata al polo chimico ternano

foto di repertorio

Nuovo doppio appuntamento per la vertenza Treofan. I senatori della Lega Stefano Lucidi e Valeria Alessandrini, porteranno la vicenda direttamente all’attenzione del Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli. Se ne parlerà giovedì 12 novembre alle 9.30 - al Question Time - previsto al Senato. Contestualmente è arrivata la convocazione al Mise, con il Ministero del Lavoro, incontro fissato per lunedì 16 con inizio alle 15.

“Vogliamo portare in Parlamento la voce del nostro territorio denunciando al Ministro le azioni messe in atto da questa proprietà, multinazionale indiana ed europea, che intende azzerare in un colpo solo una azienda, i lavoratori le famiglie e il tessuto sociale connesso” affermano Stefano Lucidi e Valeria Alessandrini.

“La scelta irrevocabile della messa in liquidazione del sito ternano, è dettata solo dalla motivazione di escludere un competitor dal mercato e acquisire le quote lasciate libere da questo atto inaccettabile. A questo fatto – dichiarano i senatori - il Governo deve opporsi anche per evitare che in futuro accadano fatti di questo genere. Al Ministro chiederemo di attivarsi affinché non soltanto impedisca la liquidazione, ma intervenga per chiedere lo scorporo del ramo d’azienda ternano e consentire in questo modo la ripresa delle attività in continuità, anche per garantire la tenuta sanitaria sociale e ambientale del polo chimico”

“Chiederemo inoltre se non intenda informare il nostro Commissario Europeo all’economia Paolo Gentiloni, affinché solleciti i propri colleghi, nello scongiurare attività non conformi ai trattati, da parte di aziende europee o straniere. Infine – concludono Lucidi ed Alessandrini - vogliamo chiarezza circa gli impegni disattesi di reintegro ordini e materiali sul sito ternano che erano alla base dell’accordo sindacale che ha aperto la cassa Covid, e che a partire dagli ultimi DPCM emessi impedirebbe anche il licenziamento fino al 31 marzo 2021 dei dipendenti”.

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