“Caso” Ast, si muove il Governo: le priorità sono occupazione e questione ambientale

De Luca (M5S): il dossier è all’attenzione del ministro Patuanelli, anche le istituzioni locali si attivino per un tavolo di confronto. Interrogazione in Parlamento di Fornero ed Epifani (Leu): riaffermare strategicità delle Acciaierie

Il centro della vertenza Ast si sposta inevitabilmente a Roma, a conferma del fatto che il “caso” delle Acciaierie ha sì un peso assolutamente rilevante per Terni e per l’Umbria, ma è anche una questione che tocca la ridefinizione di un pezzo della politica industriale italiana ed internazionale.

A confermare che il “dossier” sulla possibile vendita della fabbrica di viale Brin da parte di ThyssenKrupp sia all’attenzione del Governo e del ministero dello sviluppo economico è Thomas De Luca, capogruppo in Regione del Movimento 5 Stelle. “Il caso dell’Ast di Terni – dice De Luca - è sul tavolo del ministro dello sviluppo economico, Stefano Patuanelli, e c’è massima attenzione sulla garanzia dei livelli occupazionali e sulla questione ambientale”.

“Prima di scrivere una qualunque cosa sul caso Ast – spiega De Luca – ho atteso di avere un confronto con il ministero dello sviluppo economico. È passato solo un anno da quando sembrava si fosse trovato un accordo tra Ast, Governo e sindacati, per quanto riguarda i volumi produttivi e i livelli occupazionali dello stabilimento di viale Brin. Sono passati sei anni da quando gli operai delle acciaierie occuparono il consiglio comunale di Terni per giorni, mentre la multinazionale procedeva a ristrutturare l’azienda con una cura lacrime e sangue, che ancora oggi viene ricordata. In queste ore, dopo la riapertura forzata dello stabilimento, avallata dalle istituzioni locali proprio durante l’emergenza Covid19, dopo l’annuncio del ricorso alla cassa integrazione poche settimane dopo la riapertura, ci troviamo catapultati dinanzi all’ennesimo capitolo di una storia fatta di continue contrazioni, che risultano destabilizzanti per un’intera comunità e pesano sul destino di migliaia di famiglie. Tutto questo mentre si susseguono le voci di trattative già avviate e mentre i lavoratori sono in apprensione profonda per il loro destino”.

“Durante l'interlocuzione con il ministero – prosegue De Luca – ho ricevuto rassicurazioni sul fatto che il Governo sta monitorando la vicenda e che il dossier Ast Terni è sul tavolo del ministro che vi sta ponendo la massima attenzione. La priorità è quella di garantire in primis i livelli occupazionali, senza dimenticare la questione ambientale che per la città sta diventando altrettanto fondamentale. Personalmente so bene quanto la nostra città ha dato a questo polo produttivo sotto tanti punti di vista”.

“Per questo – conclude De Luca - auspico che in Regione, così come al Mise unitamente ad ogni livello istituzionale, si attivino per l’apertura di un tavolo di confronto rivolto alle forze sindacali ed i vertici aziendali di Ast. Un percorso utile a conoscere lo stato di avanzamento della situazione ed essere messi a conoscenza da parte della multinazionale di eventuali trattative con potenziali acquirenti”.

E sulla “sponda” romana arriva anche una interrogazione che nella giornata di oggi verrà presentata da Federico Fornero, capogruppo di Liberi e uguali alla camera dei deputati, e Guglielmo Epifani, componente della commissione lavoro della Camera.

Ripercorrendo la storia di Ast (136 anni di storia e circa 2.500 persone tra dipendenti interni e dell’indotto) Fornero ed Epifani ricordano che l’acciaieria “rappresenta oltre il 15% del Pil dell’Umbria, con un utile di 98 milioni di euro nell’anno fiscale 2017-2018 e una perdita di 1,8 milioni di euro del 2018-2019”.

“Acciai speciali di Terni torna quindi sul mercato. È durata poco meno di due anni la presunta strategicità del sito italiano all’interno del gruppo di Essen. ThyssenKrupp ora punta a un partner o una vendita per il sito ternano, il principale polo italiano per l’acciaio inossidabile; ThyssenKrupp – è scritto nell’interrogazione - è oberato da difficoltà finanziare che nemmeno la cessione dell’intera divisione degli ascensori per 17,2 miliardi ha rimarginato. Il ceo, Martina Merz, ha comunicato la decisione di cedere anche la divisione Marine (si parla di una trattativa con Fincantieri), e di verificare soluzioni di consolidamento per l’acciaio oltre che di nuove prospettive della divisione Material services, cui Ast appartiene”.

“È necessario riaffermare la strategicità dell’Ast e delle sue produzioni a livello territoriale, regionale e nazionale tenuto conto che in sede ministeriale lo scorso settembre 2019 un accordo prevedeva circa 60 milioni di euro di investimenti, il mantenimento dei livelli occupazionali e confermava la strategicità del sito di Terni nel business di ThyssenKrupp. Appare sempre più necessario che da parte del Governo si determini un approccio complessivo e strutturale rispetto alle crisi industriali che stanno interessando attività e produzioni strategiche nel nostro Paese e che queste vengano affrontate sia caso per caso ma anche in una ottica complessiva di tenuta industriale del nostro Paese”.

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Per questo, Leu chiede di sapere “quali sono le informazioni in possesso del Governo” rispetto alla vertenza Ast e “se non ritenga improrogabile la ripresa di una iniziativa del Governo nei confronti del gruppo ThyssenKrupp allo scopo di riaffermare la strategicità dell’Ast e assumere tutte le iniziative finalizzate al mantenimento dei livelli occupazionali” e “se non ritenga, altresì, necessario che il Governo definisca una strategia complessiva che affronti, la crisi della filiera dell’acciaio, che sta coinvolgendo tutte le produzioni strategiche nel nostro Paese, e che non investe solo la ThyssenKrupp, in maniera strutturale”.

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