Vertenza Sangemini, De Rebotti a muso duro: improvvisati onorevoli della Lega, rimettano il manganello nella fodera

Il sindaco di Narni replica all’intervento dei parlamentari del Carroccio: questi tre tizi non sono in grado di esercitare il loro ruolo, non sono informati, non hanno rispetto delle istituzioni del territorio e di chi le rappresenta

“Noto con stupore ed un pizzico di malinconia l'intervento di questi tre improvvisati onorevoli, costretti loro malgrado a recitare la parte che il verticale potere leghista gli ha consegnato: la protezione dei capi e la manganellatura degli avversari politici, in ogni occasione. Peccato che con me caschino male ed il manganello lo possono rimettere nella fodera o dove meglio credono”.

Così il sindaco di Narni, Francesco De Rebotti, in risposta alla nota inviata dai parlamentari umbri della Lega (i senatori Stefano Lucidi e Valeria Alessandrini ed il deputato Virginio Caparvi) dove invitano il primo cittadino a non fare “campagna elettorale” con la vertenza delle Acque Sangemini.

“Li invito, invece, a parlare con il loro sindaco di San Gemini, persona umile ed educata, o con il loro amico sindaco di Acquasparta. Potranno raccontargli, meglio di me, quanto e come noi sindaci, e non solo il sottoscritto, abbiamo risposto ad un impegno che ci è stato chiesto, giustamente ed in maniera condivisa e chiara, da sindacati e lavoratori nell’incontro che si era tenuto lo scorso 23 settembre a San Gemini. Strano non lo sappiate perché uno di voi, esattamente quello che ha accompagnato Conte, Zingaretti e Di Maio a Narni nell’ottobre scorso, c’era e pur avendo fatto un intervento del tutto inutile e confermativo della sua stessa perfetta inutilità, dovrebbe ricordare questo importante passaggio. Onorevole Lucidi, unico presente, che non ha apposto la sua firma al documento presentato dai sindacati perché, come ovvio, deve chiedere il permesso a qualcun altro. In quella sede mi sono sentito in dovere, avendo una certa esperienza e conoscenza delle crisi industriali del nostro territorio, molta di più di quella dei tre onorevoli messi assieme, di rispondere soprattutto alla domanda sul cosa fare”.

“Il cosa fare l’ho suggerito umilmente ed è stato più volte ripresi da sindacati e lavoratori ed è stato oggetto di approfondimento anche nell’ulteriore presidio fatto ad Acquasparta dove ero presente insieme al sindaco della città e di San Gemini. Certo sono idee, contributi che prevedono una presa in carico da parte della presidente della Regione Tesei e del Governo, diverso da quello del passato. E che tra l’altro, sempre dal sindaco di San Gemini, mi dicono essere state prese nella giusta considerazione dalla presidente della Giunta regionale stessa”.

“Ma se la lettura dei tre manganellatori e di chi li comanda è quella del ‘dagli al sindaco’ non penso che siamo e sono, i lavoratori, in buone mani. Perché questi tre tizi non sono in grado di esercitare il loro ruolo, non sono informati, non hanno rispetto delle istituzioni del territorio e di chi le rappresenta, come noi sindaci a partire da quello di San Gemini. Soprattutto, perché poi traspare dalle parole in politichese del terzetto un disimpegno totale della Regione ed una ineluttabilità del risultato che invece andrebbe combattuto”.

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“Aperta parentesi. Capisco che il risultato del congresso del Pd (rivolto purtroppo solo a 5.500 anime di iscritti) sia di vostro interesse – conclude De Rebotti rivolto ai tre parlamentari – perché potreste perdere l’assicurazione sulla vita del centrodestra in Umbria che il Pd fino ad ora ha assicurato ed è un peccato perché, a pensarci prima, molti di voi potevano stare a casa invece di occupare inutilmente e soltanto a servizio dei vostri padroni, ruoli che sarebbero molto utili nel nostro territorio. Chiusa parentesi”.

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