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Violenza domestica, proposta e replica: “I protocolli già esistono. Occorre valorizzare le risorse a disposizione”

I gruppi consiliari di Pd, M5S, Senso Civico e Terni Immagina: “Il comune vigili e si attivi per i finanziamenti puntuali dei centri antiviolenza residenziali e semiresidenziali”

foto Giacomo Sirchia

“I protocolli già esistono. Non si aiuta la donna ad uscire da un percorso di violenza con il loro proliferare”. I consiglieri comunali di Partito Democratico, Movimento Cinque Stelle, Senso Civico e Terni Immagina – seppur a distanza – replicano alla proposta avanzata dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia. Secondo l’opposizione: “Esiste il protocollo regionale, firmato da enti locali tra cui Terni, Aziende sanitarie ed ospedaliere, Tribunali, Questure, dalle Associazioni che gestiscono i Cav e lì dove esistono le Case rifugio, dalle Prefetture di Perugia e Terni, Corte d'Appello, Procura generale della Repubblica, comando carabinieri, Tribunale dei minori, Ufficio scolastico regionale, Cpo, Ordine degli Avvocati, per la realizzazione del Sistema regionale di contrasto alla violenza di genere con la messa in rete di tutti gli attori del processo, operativo dal 2018, firmato anche dalla sottoscritta allora Assessore alle pari opportunità del comune di Terni”.

Inoltre: “Esistono i protocolli territoriali che le zone sociali firmano con i medesimi soggetti per l'attuazione concreta degli interventi di rete riguardo la violenza di genere che assegna ad ogni firmatario le proprie competenze e responsabilità. Il comune di Terni dovrebbe saperlo essendo capofila della zona sociale 10. Non ultimo – osservano - è stato firmato il protocollo con Federfarma, Anci, Federsanità, Assofarm e Ordine dei farmacisti di Perugia e Terni per l'inserimento sullo scontrino delle farmacie del numero regionale della rete dei centri antiviolenza e di quello nazionale”.

I gruppi consiliari dunque si rivolgono al comune al fine di attivarsi: “Per i finanziamenti puntuali dei centri antiviolenza residenziali e semiresidenziali, delle case rifugio e delle case di emergenza dove collocare le donne anche con minori che debbano lasciare immediatamente la propria abitazione per intraprendere successivamente ed in sicurezza un percorso di fuoriuscita dalla violenza. È necessario che il comune si faccia promotore di percorsi di facilitazione per l'inserimento lavorativo delle donne, vittime di violenza, attraverso l'attivazione di tavoli di concertazione con le aziende, le cooperative, coinvolgendo le consigliere di Parità della provincia di Terni, per la formulazione di bandi che premino chi si impegna ad assumere una donna in un percorso di autonomia e fuoriuscita dalla violenza”.

Ed ancora: “Sarebbe altresì necessario che il comune di Terni, incrementasse percorsi di prevenzione della violenza in particolare quella domestica, attraverso progetti nelle scuole, come da tempo l'ufficio Istruzione della provincia di Terni e le Consigliere di parità portano avanti, attraverso l'istituzione di  un tavolo operativo  anche con  le associazioni che  gestiscono i Cav per organizzare nelle istituzioni scolastiche e in accordo con esse percorsi di sensibilizzazione e formazione per studenti e studentesse. Se si vuole contrastare veramente la violenza di genere, in particolare quella domestica, gli strumenti ci sono – concludono - bisogna renderli operativi e soprattutto finanziare le strutture di accoglienza”.

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