Lotta al cancro, sperimentata una tecnica innovativa e all’avanguardia: pazienti dimessi in meno di sette giorni

Sono già otto gli interventi effettuati dal dottor Carletti, ex direttore di neurochirurgia a Terni, attraverso la neuronavigazione combinata: “Operazioni meno invasive e più sicure”

Una tecnica estremamente sofisticata ed innovativa per l’asportazione di tumori cerebrali è stata collaudata all’Istituto fiorentino di cura e assistenza (Ifca) di Firenze, realtà del gruppo Giomi Sanità, convenzionata con il Servizio sanitario nazionale e accreditata per la neurochirurgia. Si tratta di un metodo che prevede l’utilizzo combinato dell’ecografo intraoperatorio neuronavigato e del neuronavigatore cerebrale, consentendo di trattare questo tipo di neoplasie in modo sempre più mininvasivo, sicuro e radicale, con tempi di recupero più veloci e più speranze per i pazienti. In sala operatoria il dottor Sandro Carletti, da poco più di un anno alla direzione della neurochirurgia dell’Ifca dopo aver diretto il dipartimento di neuroscienze e della struttura di neurochirurgia dell’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni, che, insieme alla sua equipe composta dai dottori Alessandro Di Chirico, Elisabetta Peppucci e Matteo Rasi, in pochi mesi ha già effettuato con successo 8 interventi con questa tecnica innovativa.

2019-foto-carletti-equipe-IcaFirenze (2)-2“Con questo metodo altamente tecnologico – spiega Carletti – abbiamo potuto asportare tumori cerebrali benigni e maligni in modo più sicuro per il paziente e più radicale, con risultati importanti sia in termini di prognosi che di sopravvivenza. Senza contare che questo tipo di approccio cranico molto meno invasivo, più limitato e al tempo stesso più accurato, ha il vantaggio di ridurre i tempi operatori, il trauma chirurgico e il dolore post operatorio, diminuendo anche i tempi di degenza in ospedale e accelerando quindi il rientro a casa”.

Dopo l’intervento, tutti i pazienti sono stati trasferiti per 24 ore nella terapia intensiva neurochirurgica dell’Istituto. Dopo aver effettuato una Tac cranio di controllo, risultata in tutti i casi priva di complicanze chirurgiche, sono stati quindi spostati nel reparto di neurochirurgia per essere dimessi, senza alcun deficit neurologico, entro 5-7 giorni dall’intervento.

Considerata come una delle realtà più rappresentative di ospedalità privata convenzionata della Regione Toscana, l’Ifca di Firenze – nota anche come Casa di Cura Ulivella e Glicini (sorge in un grande parco di piante secolari nella zona ospedaliera di Careggi) – è all’avanguardia nell’innovazione tecnologica e nel trattamento di patologie neurologiche, tanto che risulta essere tra le prime strutture in Italia ad usare, in modo combinato, l’ecografo intraoperatorio e il neuroavigatore. Si tratta di prestazioni di alta specialità accessibili a tutti i cittadini, provenienti da ogni parte di Italia. L’Istituto fiorentino di cura e assistenza opera infatti in sinergia con l’Aouc Careggi, con l’azienda ospedaliera pediatrica Meyer e con la Asl Toscana Centro per l’erogazione di prestazioni in convenzione con il ssn, nell’ambito di un accordo quadro regionale firmato nel dicembre 2011, oltre che con le più importanti associazioni di categoria, compagnie assicurative e singole società ed enti.

Grazie alla sofisticata dotazione tecnologica messa a disposizione da questa realtà sanitaria all’avanguardia - facente capo al gruppo Giomi presieduto dal dottor Emmanuel Miraglia con direttore generale Massimo Miraglia e amministratore delegato per l’Ifca il dottor Francesco Matera - il neurochirurgo Sandro Carletti ha potuto effettuare in un anno oltre 400 interventi di chirurgia spinale con tecnica mininvasiva a livello sia cervicale sia dorso-lombare. Da gennaio 2019 ha inoltre effettuato oltre 60 interventi per patologie tumorali cerebrali, di cui 8 proprio con la tecnica ecografica neuronavigata combinata.

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“È un onore per me – sottolinea Carletti – far parte di una realtà sanitaria così qualificata, che consente di utilizzare soluzioni tecnologiche avanzate per offrire al paziente con patologia cerebrale il più alto livello assistenziale. Questa la sfida che mi ha convinto a lasciare l’azienda ospedaliera di Terni, dove ho lavorato per anni con grandi soddisfazioni. E il bilancio del mio primo anno di attività chirurgica presso l’Ifca è più che positivo”.

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