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Sergio Bracarda

Sergio Bracarda

Lotta ai tumori, la sfida di Bracarda: preferisco promettere poco ma mantenere molto

Il neodirettore dell’oncologia medica del Santa Maria: “Perché ho scelto Terni? Qui c’è un modello vincente”

“Il paziente oncologico è un paziente spaventato, terrorizzato. Che va accolto in maniera adeguata”. Non c’è solo una vasta conoscenza tecnica, scientifica e medica nel curriculum di Sergio Bracarda, nuovo direttore dell’Oncologia medica dell’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni. C’è un aspetto profondamente umano. E una sfida. “Perché ho scelto Terni? Qui c’è una complessità organizzativa adeguata. Un modello vincente. E questa città si merita un’oncologia di prim’ordine”.

Il curriculum

Perugino di nascita, Bracarda torna in Umbria dopo nove anni di attività in Toscana come direttore dell’Oncologia medica all’ospedale di Arezzo e del dipartimento oncologico della Usl Sud-est Toscana. Consigliere nazione Aiom, membro attivo di numerose società scientifiche ed esperto di fama internazionale di neoplasie dell’apparato genito-urinario, Bracarda si interessa anche di tumori cerebrali, ricerca translazionale, biomarkers prognostici/predittivi, farmacogenomica e approcci terapeutici innovativi. Entrerà in servizio all’inizio di agosto, ma ha già trovato il modo di conoscere il reparto confrontandosi con i colleghi e con il capo dipartimento Ernesto Maranzano, con cui ha condiviso un programma volto a riorganizzare in modo rapido ed efficace, in collaborazione con la farmacia e il laboratorio analisi, l'attività di reparto e day hospital, con particolare attenzione ai tempi e al percorso di umanizzazione e comfort, che sarà coronato nei prossimi mesi dall'ampliamento della sala di attesa e da una riorganizzazione degli spazi. 

Gli obiettivi

“Professionalità e tecnologie presenti in questa struttura – dice Bracarda – consentono di fare un salto di qualità. Oggi possiamo contare su integrazioni che fino a ieri erano fantascienza e che consentono di cronicizzare i malati oncologici nel 20% dei casi in più”. Innovazione e ricerca sono gli strumenti in più, per raggiungere obiettivi di qualità. “Entro fine anno – spiega Bracarda – apriremo il centro di studi di fase 1 su farmaci innovativi che potranno essere sperimentati su pazienti in cura a Terni.  L'attività sperimentale, progetto avviato da Fausto Roila, farà di Terni un centro di riferimento nazionale e, oltre alla buona pratica clinica quotidiana, consentirà di arrivare ad utilizzare farmaci altamente innovativi prima ancora che questi siano disponibili sul mercato”. “Le regole in campo oncologico – ripete Bracarda – vengono ridefinite ogni giorno”, sottolineando che dunque, ricerca e innovazione, posso consentire passi in avanti molti importanti nella diagnosi e nella cura oncologica. “Ma io preferisco promettere poco e mantenere molto”.

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