Visite lumaca, un nuovo piano contro le liste d’attesa. E chi resta indietro potrà chiamare il difensore civico

Più macchinari e appuntamenti fino alle 10 di sera e di domenica, cosa vuole fare la Regione. Previste anche indagini e visite ispettive nelle strutture sanitarie

Più servizi e maggiori “armi” nelle mani dei cittadini. La Regione scommette sulla battaglia contro le liste d’attesa puntando su un nuovo piano e aumentando le “tutele nei confronti dei cittadini”.

Arriva il difensore civico

La riduzione dei tempi di attesa per l’erogazione delle prestazioni e delle cure è stata al centro di un incontro tra l’assessore regionale alla sanità, Antonio Bartolini, e il difensore civico regionale, Marcello Pecorari, per discutere i punti essenziali di un protocollo da sottoscrivere in tempi brevi. 

“Il protocollo che andremo a stipulare – ha spiegato Bartolini – prevede che i cittadini destinatari di prestazioni sanitarie potranno, anche singolarmente, rivolgersi gratuitamente al difensore civico per segnalare ostacoli o eventuali disservizi del sistema di scorrimento delle liste d’attesa o i tempi troppi lunghi d’attesa. Il difensore civico, dopo i necessari riscontri, potrà intervenire per garantire il buon andamento e l’efficienza del servizio sanitario, prevedendo anche misure alternative utili ad accelerare il percorso di diagnosi e cura”. Il difensore civico potrà anche effettuare dei monitoraggi sull’interesse diffuso e collettivo dei pazienti e svolgere indagini e visite ispettive sul corretto funzionamento dei servizi con potere di proposta verso le direzioni generali delle aziende sanitarie e verso la stessa giunta regionale.

Il piano “straordinario”

L’assessorato regionale alla sanità sta anche lavorando alla predisposizione di un piano straordinario per la riduzione delle liste d’attesa i cui elementi sono stati illustrati venerdì mattina ai commissari straordinari delle aziende sanitarie e i sindacati.

La spina dorsale è rappresentata dal piano su cui aveva già lavorato l’ex assessore Luca Barberini e che prevede l’impegno di risorse per oltre sei milioni di euro tra il 2019 ed il 2021. Risorse che dovranno finanziare l’incremento del personale sanitario dedicato a visite ed esami così da consentire agli utenti di poter essere chiamati fino alle 22 e anche la domenica, di potenziare il servizio recall (così da snellire le liste ed evitare che i posti restino bloccati da chi poi non si presenta) e riportare nei tempi standard le attese: 72 ore 72 ore per le urgenze, 10 giorni per attesa breve, 30 per le visite, 60 per gli esami diagnostici e 120 per quelli programmati. Si comincia intanto da qui, con l’obiettivo di introdurre ulteriori strumenti di contenimento per cercare di risolvere quello che viene indicato come uno dei principali “mali” della sanità.

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