Sanità pubblica, luci e ombre a Terni: “Ospedale in salute ma struttura datata, occorre pensare a nuova sede in tempi brevi”

Convegno organizzato dal Psi, proposte e riflessioni per il Piano sanitario regionale 2018-2020. Sul tavolo liste d’attesa, rapporto azienda-università e l’ospedale Narni-Amelia

Il convegno

Le eccellenze e le criticità della sanità pubblica nella provincia di Terni. È questo lo slogan dal quale è partito il convegno organizzato ieri pomeriggio dal Partito socialista italiano alla sala conferenze del Videocentro (piazzale Bosco).

Luci e ombre in particolare sul Santa Maria: “Sicuramente rappresenta un’eccellenza – dice Rossano Pastura, segretario provinciale del Psi – sull’edificio, la sua accessibilità e le strumentazioni d’avanguardia sono stati fatti finora investimenti di circa 60 miliardi di euro. Ma questa è una struttura nata e pensata negli anni ‘60, ormai superata sia dal punto di vista urbanistico che edilistico, senza considerare che la zona dove sorge oggi è satura. Occorre ripensare per il futuro prossimo a nuova collocazione per l’ospedale di terni”.

Una nuova sede per l’ospedale di Terni, quindi. Ma si è parlato anche del rapporto azienda e università di medicina, dell’abbattimento delle liste d’attesa e del nuovo ospedale comprensoriale di Narni-Amelia. Un tema, quello della salute, particolarmente caro ai ternani: “L’aspettativa di vita media da 30 anni fa ad oggi è aumentata in maniera spaventosa – spiega Pino Donzelli, presidente ordine dei medici di Terni – siamo passati da 67 a 82 anni e mezzo per gli uomini e per le donne a 85. Significa che la sanità costerà sempre di più e nessun partito politico sta pensando di dare più soldi a questo settore”.

E a proposito di politica controbatte il segretario provinciale del Psi: “Per alcuni questo incontro è sembrato sorprendente per il fatto che è stato organizzato da un partito che non è tanto di moda. Credo che dovremmo chiederci perché piuttosto i partiti di maggioranza non si interessino e non facciano incontri sulla sanità pubblica nella nostra provincia”.

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Tra eccellenze e criticità c’è di mezzo la polemica

Prima le buone notizie: “La nostra azienda ospedaliera, la nostra realtà medica è un punto di riferimento per le regioni vicine – commenta Mariano Quartini, direttore della struttura complessa ospedaliera di epatologia e gastroenterologia – sono molte le persone che dalle Marche e dall’alto Lazio si rivolgono al nostro ospedale”. Sì al miglioramento “condiviso”, quindi: “Da tempo stiamo svolgendo un lavoro – prosegue Giuseppe Chianella, assessore regione Umbria – di sempre maggiore integrazione tra gli ospedali del territorio, come quello di Todi e Orvieto e, per prestazioni di più ampio livello, anche Perugia”.

Gli obietti da raggiungere per una gestione generale della sanità pubblica corrispondente alle necessità dei cittadini sono tanti e sono di alto livello: “Vogliamo dotare l’ospedale di Terni di tecnologie più avanzate, per questo si sta lavorando all’acquisto di un acceleratore lineare per il trattamento dei tumori che costa circa 2 milioni di euro”.

Ma tra eccellenze e criticità c’è di mezzo la polemica: “Il consigliere regionale e comunale di Terni Fiorini è entrato a gamba tesa su un argomento che non conosce – aggiunge Chianella – il ricambio generazionale è nell’ordine delle cose, il fatto che ci siano professionisti e primari che vanno in pensione fa parte dell’ordinarietà. Non significa impoverimento ma può rappresentare opportunità importante. Per cui, le polemiche le rimando indietro a chi le fa”.

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Le sfide per il futuro e i problemi da risolvere

“Siamo nella fase finale della legislatura – prosegue Pastura – in questo anno e mezzo dobbiamo accelerare per risolvere criticità”. I temi messi sul tavolo sono il rapporto tra l’università e azienda ospedaliera di terni, che dovrebbe presentare una maggiore integrazione “così come accade nella realtà perugina”, e l’abbattimento in primis delle liste d’attesa, “uno dei problemi che causa più arrabbiature tra i cittadini”.

Ma si è parlato anche della sede dell’Usl: “Si tratta di una battaglia da sostenere e portare avanti – hanno detto i relatori – dobbiamo fare in modo che questa sia situata a Terni, perché la città non può perdere altri punti ed elementi decisionali”. Un altro problema riguarda poi i medici di base: “Prescrivono con troppa facilità esami diagnostici, andando in questo modo ad ingolfare le strutture ospedaliere e quelle dell’Usl”. E sempre di ospedali, “da troppi anni ormai si parla della costruzione del nuovo ospedale comprensoriale di Narni-Amelia ma ancora non si vedono risultati. Questa struttura sarebbe utile anche per sollevare e sgravare di interventi e di utenza l’ospedale di Terni, che su questo soffre”.

Difficoltà che dovrebbero trovare una loro prima risoluzione del nuovo Piano sanitario regionale 2018-2020. E conclude Stefano Fatale, assessore al commercio del Comune di Terni, che ha sostituto all’ultimo il sindaco Latini: “Sono principalmente due le sfide del prossimo futuro: il cambiamento della sede dell’azienda ospedaliera territoriale e il ricambio generazionale dei nostri medici. Il Santa Maria è sempre stato un fiore all’occhiello: è fondamentale ristabilire l’equilibrio e riportare quest’azienda attrattiva al massimo”.

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Tra i relatori c’erano anche Imolo Fiaschini, direttore generale Usl Umbria 2; Gregorio Iannone, coordinatore commissione sanità Psi; Claudio di Bartolomeo, ospedale di orvieto Usl Umbria 2; Marco Mercuri, vicesindaco del Comune di Narni; Attilio Solinas, presidente commissione sanità dell’assemblea legislativa dell’Umbria; Alessandro Pardini, responsabile della struttura complessa ospedaliera di cardiochirurgia; Nicola Avenia, direttore del polo scientifico didattico di Terni; Luca Barberini, assessore alla sanità regione Umbria; Silvano Rometti, presidente gruppo Socialisti e riformisti per l’Umbria commissione sanità.

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