Concorso per presidi, il Tar annulla la prova scritta: scuole a rischio caos

In Umbria sono 78 i candidati arrivati al traguardo dell’orale: molti lo hanno già sostenuto e ora potrebbero essere costretti a rifare tutto. Manifestazione di protesta il 10 luglio a Roma

Concorso per presidi, è tutto da rifare. Il Tribunale amministrativo del Lazio ha accolto un ricorso (tra le decine di quelli presentati, tra cui anche quello del Codacons Umbria e diverse class action tramite avvocato) in cui si segnalavano presunte irregolarità nelle decisioni sullo svolgimento delle prove e sulla nomina dei commissari.

In particolare, i giudici amministrativi hanno ritenuto che dovesse essere “riconosciuta la fondatezza della doglianza che ha contestato la legittimità dell'operato della commissione plenaria nella seduta in cui sono stati fissati i criteri di valutazione, con conseguente annullamento in toto della procedura concorsuale in questione”. Per la precisione è stata riconosciuta l’incompatibilità di tre commissari in quanto ricoprono cariche politiche oppure perché hanno svolto attività di formazione nella preparazione dei candidati alle prove, per poi presentarsi anche come commissari.

In Umbria gli iscritti alla prova preselettiva erano 511, ma si sono presentati in 385. Solo in 145 hanno superato la preselezione. Il numero dei promossi allo scritto è poi sceso a 78 e la gran parte ha già sostenuto l’orale. I posti disponibili in Umbria per preside sono 45.

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Il Ministero sta già predisponendo l’appello al Consiglio di Stato tramite l'Avvocatura dello Stato, ma chiederà anche la sospensiva in via di urgenza della sentenza del Tar. Ciò dovrebbe consentire di rispettare i tempi per le immissioni in ruolo entro settembre. Gli aspiranti presidi stanno già preparando, tramite i social, una mobilitazione davanti al Ministero per il 10 luglio.

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