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Terni, una boccata d’ossigeno per gli asili nido privati: arrivano i soldi

Il Comune stanzia contributi alle strutture per fronteggiare l’emergenza Coronavirus e incrementa il fondo con altri centomila euro. L’assessore Fabrizi: aiuto concreto per evitare la crisi del settore

In queste ultime settimane gli asili nido privati dell’Umbria hanno lanciato l’allarme: fra scuole chiuse, rette non incassate e spese che corrono, l’emergenza Coronavirus rischia di mandare il settore al collasso. Qualche decina di strutture da tutta l’Umbria hanno sottoscritto una lettera-appello indirizzata alla Regione, alle altre istituzioni locali e al Governo affinché vengano presi dei provvedimenti di sostegno che possano aiutare le strutture ad affrontare questa delicatissima fase.

LEGGI | Asili nido privati sull’orlo del baratro, appello alla Regione

Una prima risposta arriva in queste ore dal Comune di Terni. La giunta comunale su proposta dell’assessore ai servizi educativi, Cinzia Fabrizi, ha deliberato di assegnare alcuni contributi per gli asili nido privati. L’amministrazione comunale procederà così alla liquidazione dei contributi straordinari assegnati dalla Regione con la delibera 229 dello scorso primo aprile per l’emergenza Covid19 e finalizzati al sostegno dei servizi socio educativi per la prima infanzia pubblici e privati secondo le fattispecie di spesa ed i destinatari individuati nella tabella di ripartizione.

“Inoltre – evidenzia l’assessore Fabrizi - il comune di Terni ha anche individuato un ulteriore contributo di 100mila euro da aggiungere alla quota regionale. Con questa delibera abbiamo anche accelerato – spiega l’assessore – le procedure per l’erogazione del contributo stesso nonché semplificato e ridotto la documentazione che gli asili nido privati devono presentare per accedere al contributo.”

“Mi auguro – conclude la Fabrizi – che questa decisione possa rappresentare un sollievo per tutte le strutture destinatarie private in grande difficoltà nell’emergenza Coronavirus e che sia un aiuto concreto per evitare la crisi del settore”.

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