rotate-mobile
Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Scuola

Virus e scuola, si torna in dad anche con un solo contagio in classe. La protesta: è un passo indietro

La circolare firmata da ministero della salute e dell’istruzione dopo l’aumento “rapido e generalizzato del numero di nuovi casi di infezione anche in età scolare”. Il Comitato A scuola: non cambiare i protocolli dell’Umbria

I maligni, o meglio, quelli che vengono annoverati nel mare magnum dei “complottisti”, vedono già qualche assonanza tra le recenti notizie sulla campagna di vaccinazione per i bambini fra 5 e 11 anni che dovrebbe prendere il via dal prossimo 23 dicembre e l’ultima circolare firmata da ministero dell’istruzione e ministero della salute che – di fatto – reintroduce la didattica a distanza anche in presenza di uno solo caso di contagio in classe. Come a dire, se si vuole evitare lo spettro dad, l’unica possibilità è quella del vaccino.

Cospirazioni da chat a parte, in realtà la circolare firmata da Giovanni Rezza e Jacopo Greco prende le mosse dall’aumento “rapido e generalizzato del numero di nuovi casi di infezione da SARS-CoV-2, anche in età scolare” a cui si sta assistendo nelle ultime settimane, “con una incidenza (casi/popolazione) settimanale ancora in crescita e pari a 125 per 100.000 abitanti” rilevata fra il 19 ed il 25 novembre per un “valore ben lontano dal quello ottimale di 50 per 100.000, utile per un corretto tracciamento dei casi”.

Il protocollo per la gestione dei casi Covid a scuola in vigore era stato assunto “con riferimento alla situazione epidemiologica esistente – scrivono Rezza e Greco - da rivalutare in caso di aumento della circolazione virale o di altra rilevante modifica incidente sulla stessa emergenza epidemiologica”. La situazione è però – come detto – cambiata e dunque “si ritiene opportuno sospendere – provvisoriamente - il programma di sorveglianza con testing e di considerare la quarantena per tutti i soggetti contatto stretto di una classe/gruppo dove si è verificato anche un singolo caso tra gli studenti e/o personale scolastico”.

Il provvedimento finito nel mirino non è però questo. Il documento spiega infatti che “nel caso in cui le autorità sanitarie siano impossibilitate ad intervenire tempestivamente o comunque secondo la organizzazione di Regione o Asl, il dirigente scolastico venuto a conoscenza di un caso confermato nella propria scuola è da considerarsi autorizzato, in via eccezionale ed urgente, a disporre la didattica a distanza nell’immediatezza per l’intero gruppo classe, ferme restando le valutazioni della Asl in ordine all’individuazione dei soggetti (da considerare ‘contatti stretti’ a seguito di indagine epidemiologica) da sottoporre formalmente alla misura della quarantena. Rimane valida l’opportunità per i dipartimenti di prevenzione di scegliere la strategia di controllo per la tutela della salute pubblica per ogni singola indagine di focolaio epidemico in ambito scolastico”.

In estrema sintesi: si torna in dad anche con un solo caso di contagio tra gli alunni di una classe o fra il personale scolastico.

La decisione non è passata inosservata non solo fra le chat di genitori e così via. A criticare questa posizione è anche il Comitato A scuola – Umbria secondo il quale “l’applicazione di quanto suggerito rappresenta un passo indietro rispetto al protocollo attuale sulla gestione dei casi Covid a scuola ed ha prontamente scritto in merito alla presidente della Regione Umbria e agli uffici regionali competenti”.

Secondo il legale del Comitato, “la circolare non contiene disposizioni vincolanti e, visto l’andamento dei contagi e la buona riuscita dei protocolli messi in atto dalla nostra Regione fino ad ora, auspica che questi non vengano cambiati. La Regione Umbria, infatti, da aprile scorso ha deciso di tutelare la presenza scolastica attraverso il monitoraggio dei casi ed evitando le inutili quarantene. Inutilità confermate anche dai dati che la Regione stessa ci ha fornito a seguito delle osservazioni effettuate, nonché da un’alta copertura vaccinale di cui la nostra Regione vanta”.

“Tornare indietro – dice insomma il Comitato - significa, non solo confinare i bambini, le bambine, i ragazzi e le ragazze in casa, ma anche rendere vano il gesto di quanti hanno vaccinato e vaccineranno nella speranza di assicurare una buona ripresa delle attività”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Virus e scuola, si torna in dad anche con un solo contagio in classe. La protesta: è un passo indietro

TerniToday è in caricamento