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Scuola, sulla riapertura c’è l’incubo Covid e il Comune di Terni lancia l’allarme: mancano spazi adeguati

Dibattito in commissione consigliare. Pepegna: nessuno vuole sfrattare cinque classi del liceo classico dalla scuola elementare Garibaldi, ma ci servono aule in cui trasferire gli studenti durante i lavori

Settembre è vicino e sulla riapertura delle scuole si allunga l’incognita delle norme anti-Covid. La questione è stata affrontata nella seduta congiunta della prima e della seconda commissione di Palazzo Spada dove sono stati esaminati quattro atti in materia, presentati da Movimento 5 Stelle, Fratelli d’Italia (firmatario di due) e dai consiglieri Doriana Mussacchi e Michele Rossi.

“In questa fase - commenta la presidente della seconda commissione, Rita Pepegna - sono emerse molte problematiche in vista della riapertura del primo settembre e del 14 per quanto riguarda le lezioni vere e proprie. C’è innanzitutto un clima di incertezza normativa, mancano soprattutto le linee guida operative, che devono interessare tutte le scuole di ogni ordine e grado ma che ancora non sono arrivate dal ministero”.

“Rileviamo invece che il Governo ha scaricato i problemi sugli enti locali, comuni e province in primo luogo. Questa mattina - presenti l’assessore comunale alla scuola, Cinzia Fabrizi, e quello ai lavori pubblici, Benedetta Salvati - sono emersi problemi legati ai trasporti visto che gli orari scaglionati dell’inizio delle lezioni richiederebbero trasporti locali flessibili, in particolare per tutti quegli studenti che vengono da fuori Terni, una tematica che non è stata affrontata dal governo centrale e genera ancora mancanza di chiarezza con Regione e Provincia che non hanno ancora gli strumenti per essere operativi”.

“Il problema più rilevante – rileva allo stesso tempo Pepegna - è quello degli spazi. Le nuove norme di distanziamento richiedono più aule e il reperimento di ulteriori aule è tutto sui comuni e sulle provincie. Nel caso di Terni, le difficoltà sono dovute anche al fatto che sono in cantiere 4 milioni di attesissimi interventi sul fronte del miglioramento sismico e sulla messa a norma degli edifici, interventi che, in alcuni casi, richiederanno spostamenti degli alunni. A tal proposito – aggiunge - è emerso il problema del rapporto tra il liceo classico e la scuola elementare Anita Garibaldi. Non è vero che il Comune vuole sfrattare dalla vicina scuola elementare cinque classi del liceo. Il Comune ha chiesto semplicemente di avere a disposizione altrettante aule, anche in un altro edificio. Ne è nato un confronto con la Provincia, spero che gli incontri che si terranno a brevissimo aiutino a trovare una soluzione e si eviti un braccio di ferro che rischia solo di penalizzare alunni e famiglie”.

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