Caos palestre: una Serie B nazionale tra mille difficoltà: “Non doveva essere un vanto per la città?”

Il capitano del CLT volley Marco Campana: “Nonostante le tantissime problematiche devo soltanto ringraziare i miei compagni di squadra”

Caos palestre e conseguenze. Nelle scorse settimane c’eravamo occupati delle problematiche derivanti l’utilizzo (o il mancato ndr) delle strutture cittadine. Come avevamo anticipato la partecipazione del Circolo Lavoratori Terni al torneo di Serie B, dopo la splendida promozione ottenuta, era a forte rischio. Successivamente venne trovata una soluzione: gli aziendali infatti disputano le loro gare interne al PalaDiVittorio, un palazzetto condiviso con altre realtà cittadine. La compagine gialloblù - alla pari della Ternana calcio – è quella che si trova più in alto a livello di categoria di militanza. Un vanto per lo sport cittadino, quantomeno in teoria, dato che purtroppo alla resa dei conti prepararsi ad una partita diventa una vera e propria impresa. Stasera giocheranno contro Lucera (inizio ore 21) con la speranza di poter conquistare un risultato positivo, in ottica salvezza. Un match “caldo” lo ha definito Marco Campana, capitano del CLT, che spiega la situazione attuale.

 “Si è iniziata la stagione sportiva senza sapere quando e dove ci saremmo dovuti allenare, con tutte le problematiche conosciute riguardo le agibilità delle palestre. Un mese ci siamo allenati in una palestra dove ci siam fatti la doccia fredda per tutto ottobre e metà novembre, per di più fuori città. Inoltre - dichiara Marco - una volta a settimana siamo dovuti andare in trasferta a chiedere alle altre società delle amichevoli perché non avevamo una struttura per allenarci. Poco prima l'inizio del campionato siamo riusciti ad allenarci per tre volte sul palazzetto dove avremmo disputato le gare ufficiali, comunque il regime è per solo due giorni a settimana e nemmeno sempre. Inoltre abbiamo i minuti contati perché, giustamente, si deve chiudere la palestra entro le 22.30.

Gli altri due giorni - afferma Campana - andiamo sempre fuori città in una palestra dove non funzionano i riscaldamenti, quindi temperature davvero rigide (non me ne voglia chi pratica sport all'aria aperta, stima profonda) e ci dobbiamo allenare con maglietta, felpa e pantalone termico che comunque a volte non bastano per termoregolare il corpo, in più con una pulizia della struttura inesistente, quando appoggi un ginocchio a terra rischi di trovarti dei sassi sotto di esse. Dulcis in fundo, il materiale dobbiamo procurarcelo da soli e anche realizzare dei supporti occasionali per rendere l'allenamento degno di essere chiamato tale. In fondo avere una squadra che milita a livello nazionale non dovrebbe essere un vanto per la città stessa in primis? - si chiede il capitano - Però devo spezzare una lancia a favore di tutto ciò, hanno detto città europea dello sport 2021, mica della stagione in 2019/2020: chapeu!”

Difficoltà logistiche e non solo

“Quest’anno abbiamo un allenatore che viene da fuori, è alle prime esperienze. Nonostante sia del 1990 ha già militato come secondo in A2 e Serie B ed è molto preparato. Capisco per lui le difficoltà nel gestire una squadra molto giovane. Siamo neopromossi con un campionato nazionale da affrontare e tutta l’inesperienza del caso. Io sono il più ‘anziano’ ho 28 anni: insieme ad altri due miei compagni dobbiamo fare la chioccia al resto del gruppo. A livello logistico ci sono ulteriori problematiche. Essendo un roster giovanissimo (2000, 2001, 2002 e 2003 gli anni di nascita di parte del drappello) alcuni non hanno ancora preso la patente e vanno anche a scuola. Quando ad esempio ci alleniamo a Narni cerchiamo di non far gravare i viaggi sui loro genitori. Naturalmente dobbiamo organizzarci e non è affatto facile. Un grazie enorme va ai miei compagni dato che l’impegno è grande anche in virtù dei sei allenamenti a settimana. Nonostante ciò trovano tempo e modo di svolgere le sessioni in preparazione delle gare da affrontare”. Cosa aggiungere: forza e coraggio ragazzi! 

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