Amministrative 2020 – Giove, intervista a Marco Morresi, candidato sindaco per la lista "Giove – Bene Comune"

Marco Morresi, 53 anni, tecnico di sistemi elettronici professionali, è il candidato della lista Giove – Bene Comune sostenuta anche della coalizione di centro destra. Sfiderà Maurizio Cerioni, candidato sindaco della lista “Passione Giove” e 15 anni di storia di governo targata Alvaro Parca.

Non si definisce un politico, non ha mai avuto esperienze amministrative, non vanta crediti (né debiti) con i partiti. Porta con sé una consolidata esperienza professionale che lo ha portato a dialogare con l’estero e un progetto importante, l’orto botanico, che sta facendo discutere animatamente tutta la comunità di Giove.

Questo l’identikit di Marco Morresi, giovese di 53 anni, tecnico di sistemi elettronici professionali, candidato sindaco per la lista Giove – Bene Comune sostenuta anche dalla coalizione di centro destra. L’obiettivo non è dei più agevoli, perché gli ultimi 15 anni di governo del sindaco uscente Alvaro Parca (non più ricandidabile) hanno conferito al centro sinistra un’aura di sostanziale affidabilità amministrativa.

Morresi, lei sembra uscito un po’ dal “cilindro del prestigiatore”. Non ha avuto mai esperienze amministrative, non è legato a un partito e di lei si dice che è una brava persona ma che “si è vista sempre poco in giro” a Giove, anche per i suoi impegni professionali che la portano a viaggiare molto. Perché ha deciso di candidarsi a sindaco di Giove?

Per la mia candidatura ho ricevuto molte pressioni e incoraggiamenti dai cittadini giovesi che conoscendo e condividendo le mie posizioni sulla questione della centrale a biomasse e sulla visione di sviluppo industriale del paese decisamente fallimentare proposta dall’attuale amministrazione, mi hanno stimolato affinché facessi un passo in avanti. 

Ovviamente la mia attitudine, anche in questa avventura politica, è incline all’essere propostivo e non distruttivo. È innegabile, inoltre, che una delle motivazioni che mi ha spinto ad accettare la candidatura a sindaco è la nascita di un’idea forte, una possibilità di crescita per il paese e un sogno condiviso anche con un gruppo di giovani giovesi, ovvero l’orto botanico.

La sua proposta di lavorare per la realizzazione di un orto botanico a Giove ha suscitato consensi ma anche forti opposizioni. C’è chi la giudica un progetto faraonico e irrealizzabile. Cosa si sente di dire a chi la accusa di “megalomania”?

Chi mi accusa di megalomania probabilmente non mi conosce. Mi sento una persona molto modesta. Non mi piace nemmeno spiattellare cosa e quanto ho fatto nella mia vita. Pertanto, rimando al mittente questa definizione di me che davvero non mi appartiene. Certamente, chi ha usato questo termine lo ha fatto perché fa comodo usare cifre e grandi numeri per avvalorare la convinzione che questo progetto sia irrealizzabile, faraonico.

Ha fatto scalpore la cifra di 197 ettari impiegati per lo sviluppo di tutta l’area. In realtà parliamo semplicemente di un terreno già esistente che va solo riorganizzato, pulito e resterà un’area verde. La zona ipotizzata per la realizzazione dell’orto botanico, invece, interesserà pochi ettari. Io ritengo che questo progetto non sia così “megalomane” o impossibile. Ovviamente, gli esperti di orti botanici interpellati dal sindaco uscente in un dibattito aperto su Facebook e messi davanti a un’idea grezza che Parca ha voluto spacciare per progetto già definito (cosa che assolutamente non è nella fase attuale), hanno evidenziato molte lacune. Ovvio, quello sinora prodotto non è un progetto, deve ancora passare al setaccio di uno studio di fattibilità e solo dopo potrà essere chiamato progetto che tuttavia, ad oggi, ritengo fattibile.

Il fatto che esistano tanti orti botanici nel mondo, ovvero giardini più o meno grandi orientati all’intrattenimento e alla conservazione della specie è un fatto innegabile. Poi, possiamo chiamarlo in mille modi, orto botanico, parco. Di certo sappiamo che è un’attrazione che sa generare degli utili, basta scaricare e leggere i bilanci degli orti botanici già esistenti. Quindi mi sembra una proposta non certo megalomane. Probabilmente ne esisteranno di migliori. Quel che so, è che negli utlimi vent’anni non ho visto avanzare nessun tipo di progetto di sviluppo del paese.

Parliamo di politica. La sua lista ha una vocazione fortemente civica. Tuttavia, verrà sostenuta da un accordo fra i partiti di centro destra. Come pensa di mettere insieme le logiche “orizzontali” del civismo con quelle “verticali” dei partiti?

Per il momento posso affermare che la componente partitica che sostiene la lista non ci è stata di intralcio, non ci ha mai imposto niente e, tuttavia, non ci ha neanche mai aiutato. Quindi, se le cose resteranno così, credo che non ci saranno grandi ostacoli nel dare priorità alle necessità del paese rispetto a quelle della politica. Anche perché io non sono un politico, non ho “debiti” verso nessuno e tantomeno scheletri nell’armadio.

L’amministrazione Parca ha governato per 15 anni consecutivi. Mi dica due aspetti, uno positivo e uno negativo che secondo lei hanno caratterizzato questa lunga fase di amministrazione di centro sinistra.

Non essendomi mai addentrato troppo nelle questioni politiche e amministrative, posso solo annotare che l’amministrazione Parca ha saputo gestire bene l’ordinario, lo ha fatto egregiamente e in una prospettiva assistenziale, un po’ come una babysitter che si prende cura di bambino. Non conosco molto altro  dell’operatività in sé dell’amministrazione uscente e quindi non mi addentro in giudizi. Su ciò che conosco, invece, posso dire la mia e noto come una delle caratteristiche più evidenti sia stata la lunga fase di inerzia. Io non ho visto progetti che guardano al futuro se non quelli legati al tentativo di industrializzare Giove senza nessun tipo di risultato.

Giovani, anziani e riposizionamento della vocazione territoriale sono un po’ il fulcro del programma amministrativo che sta presentando ai cittadini di Giove. Che visione di futuro immagina per la comunità giovese?

Al di là dei classici auspici per una crescita economica, per lo sviluppo di opportunità di lavoro e per la promozione di un sano turismo, spero, e non si offendano i giovesi, che si possa crescere a livello di mentalità. Ho l’impressione che Giove debba uscire definitivamente da un clima che da sempre ha imprigionato il paese all’interno di polemiche, battibecchi, scaramucce forse volute o forse innate perché sono nel nostro Dna, che però portano solo divisione e a un’incapacità di vedere e capire come funziona il mondo fuori dal nostro piccolo orticello.

Nel programma della lista concorrente c’è un fermo no alla centrale a biomasse che da anni sta polarizzando l’attenzione della comunità, soprattutto per le conseguenze sull’ambiente. Lei è da sempre attivo sul fronte e appartiene all’associazione “Amici della terra”. Ha avversato più volte il progetto che, secondo alcune sue dichiarazioni, non è stato realmente contrastato dall’amministrazione Parca. Come giudica questa vicenda?

Il no alla centrale a biomasse da parte della lista concorrente mi fa molto piacere. Peccato, però, sia arrivato con grande ritardo. Come molti sanno, la Tiber Eko ha fatto nuovamente opposizione al comune di Giove di fronte al Tar e per la seconda volta il comune non si è difeso. Quindi, stante questa situazione, la Tiber Eko potrebbe già iniziare a mettere in opera il progetto. Il loro è un fermo no su un qualcosa che, però, già ci è stato imposto.

Ciò che mi dispiace è che questo progetto, che ha preso avvio molti anni fa, sia stato in realtà sposato dall’amministrazione uscente. I motivi non li sappiamo, probabilmente saranno validi. Se li avessero comunicati forse li avremmo anche condivisi. Da un punto di vista teorico, l’amministrazione Parca si è sempre detta contraria. Come associazione “Amici della terra” abbiamo verificato gli importi spesi dall'amministrazione per difendersi, pena poi non costituirsi quando di è trattato di opporsi alla Tiber Eko. Questo fa dedurre che di facciata sono contrari, ma nella sostanza favorevoli. Ma al di là di qualsiasi retrolettura, questa storia ormai seguirà il suo corso.

Mi dica quali saranno le priorità sulle quali, qualora dovesse vincere, vorrà lavorare nei primi cento giorni di amministrazione.

Le cose da fare sono tante, è davvero difficile fare una classifica. Sicuramente un’attenzione particolare va data alla sala polivalente perché è l’unico punto di aggregazione del paese. Attualmente l’uso che se ne fa deve essere fortemente limitato. Non può essere ristrutturata agevolmente perché non essendo di proprietà comunale è molto difficile ottenere dei finanziamenti e quindi c’è il rischio concreto di perdere la funzionalità di questa area per tutta la comunità giovese. E poi, al di là della gestione amministrativa ordinaria, trovare dei percorsi di sviluppo economico e sociale affinché le idee e progetti dei tanti giovani giovesi possano trovare delle possibilità di realizzazione. 

Perché i giovesi dovrebbero votare lei e la sua lista ?

I giovesi dovrebbero votarci solamente se condividono le nostre idee e vogliono inseguire il sogno di un paese che può essere differente da come appare oggi. Non essendo un politico, non mi aspetto un voto legato all’ideale che c’è dietro un partito che mi sostiene. Io mi aspetto il voto da parte di chi crede nel nostro programma e pensa, con un briciolo di ambizione, che qualcosa si possa cambiare davvero. 

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