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Si scrive referendum, ma in casa del Partito democratico dell’Umbria è un anticipo di congresso

“Sì” al taglio dei parlamentari, le indicazioni di Zingaretti sono raccolte dal capogruppo del consiglio comunale di Terni, Filipponi. De Rebotti, sindaco di Narni e aspirante alla guida dei dem umbri, si schiera per il no

Quando lunedì prossimo, intorno all’ora di cena, le urne del referendum diranno se e come cambierà il parlamento italiano e se – dunque – camera e senato avranno meno inquilini – e l’Umbria, meno rappresentanti – qualcosa comincerà a cambiare anche in casa del Partito democratico. Nulla di sconvolgente, per carità. Però la consultazione referendaria, dalle parti dell’Umbria dem, avrà anche il sapore di un anticipo di congresso.

E dunque non è – forse – un caso che il termine ultimo per presentare le candidature ai congressi regionale, provinciale e comunale che dovranno portare alla nomina del nuovo segretario e alla fine della lunga fase commissariale cominciata con lo scandalo “sanitopoli” e gestita dall’onorevole Walter Verini, sia stato fissato al 28 settembre. Una settimana dopo la scadenza referendaria.

Tra sì e no al taglio dei parlamentari, si schierano infatti pedoni, cavalieri e alfieri che si muoveranno sullo scacchiere del Pd. Chi ha già annunciato di voler essere della partita ha anche fatto sapere da che parte delle urne si intende posizionare. E mentre dalla segreteria nazionale arriva il sostegno al “sì”, dalle parti di Narni, sventola lo stendardo del “no”. Niente taglio della democrazia per il sindaco di Narni, Francesco De Rebotti, che è anche presidente di Anci Umbria e che ha già annunciato di voler presentare la sua mozione in vista del congresso che eleggerà il segretario del partito il prossimo 7 novembre.

In contrapposizione agli ordini di scuderia anche l’altro concorrente – almeno per ora – ossia il sindaco di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti, che si è schierato dalla parte del no al referendum. In contrapposizione con le indicazioni del segretario Zingaretti, ma non solo in questo caso, è invece l’ex governatrice dell’Umbria, Catiuscia Marini.  

Chi invece si schiera sulla linea che arriva da Roma è il capogruppo in consiglio comunale a Terni, Francesco Filipponi, a cui si aggiunge anche il consigliere regionale Fabio Paparelli: “Un sì per combattere e cambiare”, è lo slogan che viene rilanciato anche sui social.

Nessuna – almeno apparente – appartenenza per l’altro consigliere regionale dem, Tommaso Bori, il cui nome è in più occasioni circolato tra quelli “papabili” per la successione alla segreteria regionale del partito.

Sì o no, insomma, da queste parti hanno anche altri significati. Anche se non è detto che chi uscirà vincitore dalle urne di domenica e lunedì avrà partita facile nella “scalata” al Pd.   

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