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Mercoledì, 26 Giugno 2024
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“Donne, violenza e ‘ndrangheta”, Amelia ricorda Barbara Corvi a quattordici anni dalla sua scomparsa

Appuntamento oggi pomeriggio presso la sala Boccarini con la presentazione del libro scritto dalla sociologa e ricercatrice Sabrina Garofalo

Oggi, 27 ottobre, ricorrono 14 anni dalla scomparsa di Barbara Corvi, la giovane donna amerina di cui non si hanno più tracce dalla stessa data del 2009. Insieme al Comitato Barbara Corvi, l'associazione Forum Donne Amelia ricorderà che occorre continuare a chiedere verità e giustizia.

Lo farà con un incontro pubblico dove verrà presentato il libro Donne, violenza e ‘ndrangheta di Sabrina Garofalo, sociologa e ricercatrice in politica società e cultura per l’Università della Calabria. Garofalo è anche consulente dell'Osservatorio sulle infiltrazioni mafiose e l'illegalità della Regione Umbria.

La presentazione del libro sarà a cura di Celeste Costantino, vicepresidente della Fondazione Una Nessuna Centomila, la fondazione italiana dedicata alla prevenzione e al contrasto della violenza sulle donne che sostiene i centri antiviolenza, promuove la prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne, anche attraverso un cambiamento culturale nella società, utilizzando linguaggi artistici, con Fiorella Mannoia come presidente onoraria.

L'appuntamento è per le 18 presso la sala Boccarini, in piazza Augusto Vera ad Amelia. Previsto un intervento anche di Libera Umbria che farà il punto anche sul progetto "Una lettera per Barbara Corvi.

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Il libro Donne, violenza e ‘ndrangheta indaga la condizione femminile nei contesti criminali: “Diamo per scontato che si possa scegliere di andarsene. In realtà questo comporta un percorso difficile e dolorosissimo che va sostenuto con norme ad hoc”.

Maria Chindamo, Barbara Corvi, Simona Napoli, Lea Garofalo, Maria Concetta Cacciola, Giuseppina Pesce, Denise Cosco. Alcune sono state “esemplarmente punite” per essersi sottratte al potere delle famiglie. Altre sono riuscite a cambiare vita scomparendo ufficialmente dal mondo, sotto la protezione dello Stato. Sono tante le narrazioni sulle donne della ‘ndrangheta divenute conosciute da un grande pubblico negli ultimi anni. Nonostante questi passi, però, l’immaginario collettivo è ancora segnato da un complesso di stereotipi sulle organizzazioni criminali, sulla Calabria e sulle donne stesse.

Stereotipi dannosi e che devono essere tramutati in storie, dati e informazioni più veritieri e tridimensionali se si vuole camminare verso un cambiamento reale nella comprensione e nel contrasto della violenza maschile in questo contesto.

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