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Martedì, 23 Aprile 2024
Amelia Amelia

I vescovi dell’Umbria si ritrovano ad Amelia per celebrare santa Fermina

Domani, 24 novembre, la festa della patrona della città e copatrona della diocesi: “Una occasione di preghiera, per rinnovare con entusiasmo la nostra fede e il nostro impegno coraggioso per vivere un tempo di rinascita materiale e spirituale”

Domani, venerdì 24 novembre, ad Amelia si celebra la festa di santa Fermina, patrona della città e copatrona della diocesi di Terni Narni Amelia. Una celebrazione che è un evento religioso e civile, un incontro tra Amelia e Civitavecchia per rinsaldare il gemellaggio tra le due città nel nome della comune patrona Fermina, giovane martire del III secolo. Quest’anno la ricorrenza di santa Fermina coincide con il centenario dell’ordinazione sacerdotale del servo di Dio, monsignor Vincenzo Lojali.

“La festa di santa Fermina vuol essere ancor più una occasione di preghiera, per rinnovare con entusiasmo la nostra fede e il nostro impegno coraggioso per vivere un tempo di rinascita materiale e spirituale. L’esempio e la testimonianza nel martirio che santa Fermina ci offre sia per tutti incoraggiamento a rimanere fedeli al Signore, diventando sempre più testimoni e costruttori di pace e di fraternità”.

Santa Fermina 2022 (3)

Due saranno i principali momenti liturgici della giornata: alle 11 la solenne celebrazione in comunione con la Chiesa di Civitavecchia-Tarquinia presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti, presenti i vescovi dell’Umbria, monsignor Gianrico Ruzza vescovo di Civitavecchia-Tarquinia e Porto Santa Rufina con la partecipazione del clero, delle autorità marittime e dei pellegrini di Civitavecchia. Al termine, ci sarà la proclamazione degli alunni vincitori del “Concorso Santa Fermina” rivolto agli istituti scolastici di Amelia.

Alle 17 nella concattedrale di Amelia è in programma il solenne pontificale presieduto da monsignor Francesco Antonio Soddu, vescovo di Terni Narni Amelia, preceduta dal corteo storico e dalla cerimonia della offerta dei ceri da parte dei sindaci del comprensorio amerino e di Civitavecchia, secondo gli statuti comunali del 1346. Ceri che saranno accesi con la fiaccola portata dalla staffetta podistica giunta da Civitavecchia.

I canti liturgici verranno eseguiti dalla cappella musicale del duomo e dai cori della vicaria di Amelia-Valle Teverina. La celebrazione sarà trasmessa sul canale Youtube della basilica concattedrale di Santa Fermina. Altre celebrazioni nella concattedrale il 24 novembre si terranno alle ore 8.30 e 10.

Santa Fermina 2022 (4)

Chi era Fermina?

Di origini romane, Fermina si convertì giovanissima al Cristianesimo, con impegno ed entusiasmo si consacrò all’apostolato, convertendo tantissime persone, sollecitata da una fede fervida e operosa. Secondo la sua passio, che non è anteriore al VI secolo, Fermina era una vergine romana figlia dello stesso praefectus urbis, Calpurnio. Da Roma la famiglia si trasferì a Civitavecchia e quindi ad Amelia. La giovane Fermina qui visse una vita eremitica, rivolgendo ai fedeli parole di conforto esortandoli coraggiosamente alla fede e all’amore.

Un consularis Olimpiade, che aveva tentato di sedurla, fu da lei convertito e diede poi la vita per la fede. Fermina seppellì il martire in un suo fondo detto Agulianus a circa otto miglia da Amelia il primo dicembre.

Denunciata come cristiana, Fermina fu arrestata e condotta davanti al giudice Megezio il quale, nemico acerrimo dei cristiani, la sottopose a minacce e tormenti più spietati che non spezzarono però il suo coraggioso rifiuto di rinnegare la fede cristiana. Più tardi anche lei subì il martirio. Era il 24 novembre del 304 d. C quando la giovane Fermina fu martirizzata dal prefetto romano di Amelia, Magenzio. Dopo numerosi tormenti, appesa con i capelli alla colonna (la tradizione vuole che sia quella posta all’ingresso del Duomo) mentre veniva torturata con le fiamme, Fermina morì pregando il Signore per sé e per i suoi persecutori. Molti vedendola morire in quel modo si convertirono al vangelo. I resti del prezioso corpo vennero segretamente sepolti con grande venerazione dai cristiani, fuori le mura di Amelia, e vi restarono occulti per circa sei secoli. Furono ritrovati nell’anno 870 e da allora sono solennemente custoditi nella cattedrale di Amelia.

Le si attribuiscono numerosi miracoli, uno dei quali avvenne durante la navigazione verso Civitavecchia (allora Centumcellae): una violenta tempesta che infuriava in mare sulle imbarcazioni venne placata dall’intervento miracoloso della vergine Fermina. La santa sostò per un periodo in una grotta del porto, sulla quale è stato successivamente costruito il forte Michelangelo. Per questo è anche la protettrice dei naviganti. La festa di santa Fermina a Civitavecchia si celebra il 28 aprile, giorno in cui giunsero nella città le reliquie donate dalla città di Amelia (28 aprile 1647).

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