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Lunedì, 4 Marzo 2024
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Ospedale di Amelia, termosifoni spenti nella sala dialisi: “Quattro ore al freddo”

La segnalazione di un paziente: “Da quanto sappiamo vengono accesi alle 18 quando andiamo via”

Termosifoni spenti all'ospedale di Amelia nella sala dove i pazienti si sottopongono a dialisi. A segnalare il problema è un sessantenne residente nella zona di Narni, che da circa tre anni si sottopone per quattro volte alla settimana a dialisi. “Ho una serie di patologie piuttosto serie - spiega l'uomo -. Ho un solo rene che funziona al 30%, sono cardiopatico e soffro anche di insufficienza respiratoria. Siamo in undici, per ogni turno, a frequentare tre e anche quattro volte alla settimana l'ospedale di Amelia per sottoporci a dialisi. Negli ultimi giorni siamo stati costretti ad affrontare un problema che all'interno di un ospedale non dovrebbe verificarsi. Mi riferisco ai termosifoni spenti che costringono noi dializzati a trascorrere le quattro ore durante le quali ci viene praticato il trattamento a battere i denti per il freddo”. 

“Vi assicuro - continua il sessantenne narnese -, che stare quattro ore fermi sul letto con la temperatura corporea che ti scende, in quanto il nostro sangue circola nel macchinario della dialisi, provoca già una sensazione di freddo. Se a questo aggiungiamo che i termosifoni sono spenti, si può ben comprendere quale sia il disagio che dobbiamo sopportare. Anche perché la dialisi non si fa vestiti, ma con pochi indumenti addosso, quindi essendo costretti, come nel mio caso, ad 'alleggerirsi', la sensazione di freddo si avverte in maniera ancora più forte”. 

“Il paradosso è che, da quanto sappiamo, i termosifoni all'ospedale di Amelia vengono accesi alle 18, ovvero quando noi andiamo via. In questi giorni abbiamo un ulteriore problema, in quanto manca parte del personale infermieristico e molti di noi sono stati costretti a spostarsi presso gli ospedali di Orvieto e Spoleto per fare la dialisi. Fino all'anno scorso i termosifoni venivano accesi dalle 7 alle 19, ovvero in una fascia oraria in cui l'ospedale è frequentato anche da chi, come noi, è costretto a recarvisi per sottoporsi a terapie importanti”. 

“Ci rivolgiamo al direttore sanitario dell'ospedale di Amelia ed a quello generale della Usl 2, affinché venga risolto questo problema che per noi è veramente serio”.

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