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“Cedesi attività”, scoppia la bagarre sul caffè letterario di piazza Marconi ad Amelia

L’annuncio su uno dei portali più diffusi, i dubbi dell’opposizione: “Ci chiediamo come sia possibile che gli attuali gestori, vincitori di una gara pubblica, dopo un progetto di valorizzazione culturale mai realizzato e aver tenuto chiuso per gran parte dell’anno, possano ora cedere”

Il futuro di piazza Marconi ad Amelia è durato meno di un lustro. Il caffè letterario che avrebbe dovuto far rivivere il palazzo delle ex Poste e una delle aree più suggestive e particolari del centro storico della città dalle mura poligonali è di nuovo sul mercato. Ma il problema non sembra essere questo. “Ci chiediamo come sia possibile che gli attuali gestori, vincitori di una gara pubblica, dopo aver presentato un progetto di valorizzazione culturale mai realizzato, dopo aver tenuta chiusa l’attività per gran parte dell’anno, possano ora cedere l’attività”.

Il dubbio se lo pongono i consiglieri di opposizione di Amelia Domani dopo avere incrociato su Internet – pubblicato su uno dei principali portali in cui si vendono oggetti, attività, immobili e così via – un annuncio relativo proprio all’attività di piazza Marconi.

Passo indietro: il caffè letterario nasce da un bando pubblico che risale al giugno del 2019 con il quale l’amministrazione comunale voleva affidare la locazione dell’ex ufficio postale con l’obiettivo di “valorizzare il centro storico, rivitalizzando la piazza con iniziative di tipo commerciali”. Non un semplice bar - come quello che fino a qualche decennio fa si affacciava sulla piazza nei locali al piano terra di Palazzo Petrignani, che avrebbero dovuto ospitare la mai nata Accademia del gusto – ma un luogo in cui “coniugare le iniziative commerciali con l’erogazione di servizi di natura culturale, turistica e ricreativa, valorizzando i locali quali luogo di socializzazione per tutti i cittadini e per gruppi interessati alla cultura e alla lettura, con le caratteristiche del caffè letterario che rappresenta un’attività funzionale e di supporto allo svolgimento delle iniziative culturali”.

Così nel bando che prevedeva un canone di locazione di 372 euro al mese per i 96 metri quadrati dell’immobile (oltre a tasse, spese ed eventuali investimenti) e che conteneva un’altra clausola, che oggi fa drizzare le antenne all’opposizione. “Nel contratto stipulato con il Comune, all’articolo 12 – scrivono i consiglieri di Amelia Domani - si legge che al conduttore è fatto espresso divieto di… sublocare o concedere a terzi, a qualsivoglia titolo, in tutto o in parte l’immobile, cedere a terzi, in tutto o in parte il contratto di locazione…”. Da qui la domanda: come è possibile che oggi invece sia in circolazione un annuncio (pubblicato da un’agenzia privata) con il quale, appunto, si cede una “attività compresa di attrezzatura cucina e bar. Locali interni e spazio esterno” con tanto di “vista panoramica”?

“Ci chiediamo (e lo chiederemo con una interrogazione) quale sia ancora una volta la posizione dell’amministrazione. Mai intervenuta in questi anni nonostante le nostre frequenti sollecitazioni per far sì che il locale fosse aperto durante l’intero anno, per garantire l’attuazione del progetto presentato in sede di gara e allegato al contratto stesso in segno di piena, totale e incondizionata obbligatorietà della sua attuazione. Nel sollevare nuovamente la questione, il nostro intento è quello di fare definitiva chiarezza sulla gestione di uno spazio pubblico, strategico. Chiediamo a questa giunta, che tanto ha a cuore il centro storico, che si prendano decisioni chiare perché quello spazio sia davvero un luogo di incontro a servizio della comunità”.

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