Mercoledì, 17 Luglio 2024
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Chiesa di Sant’Anna, un tesoro affogato nel guano dei piccioni: le immagini del degrado

Ecco in che stato versa la struttura che si trova a Macenano di Ferentillo. Lo storico Carlo Favetti: “Occorre accelerare i tempi e sollecitare chi di competenza affinché tale edificio possa tornare al suo antico splendore”

È rimasta così, nell’oblio, in attesa che la burocrazia faccia il suo corso, anche se le amministrazioni comunali passate e presenti hanno provveduto all’eventuale acquisizione, a tamponare i crolli e mettere in sicurezza quello che rimane con impalcature esterne e interne. “Ma questo non basta: il degrado incombe e presto di questo edificio, caro ai cittadini, presto non rimarrà più traccia”, afferma lo scrittore e storico di Ferentillo, Carlo Favetti.

Si tratta della chiesa di Sant’Anna a Macenano, posta lungo la strada che dall’abitato conduce alla abbazia di San Pietro in Valle. Tempo fa, fu smontato il campaniletto in pietra e i pezzi numerati furono provvisoriamente depositati nei locali della palestra di arrampicata libera a Precetto, mentre le campane attualmente sono nell'ufficio del sindaco.

Ecco come si presenta la chiesa di Sant'Anna a Macenano di Ferentillo

“Ma andiamo con ordine – prosegue Favetti - e tracciamo un excursus storico dell’edificio e del suo attuale stato. La struttura di classico stile romanico, tutta realizzata in pietra, risale alla seconda metà del XV secolo. Una singolare struttura con facciata a capanna, campaniletto a vela con due fornici, portale architravato, due finestrelle quadrate a sinistra e a destra della porta d’ingresso. Tribuna poligonale con oculi laterali con cornice liscia nei due lati principali. L’interno è composto da una navata, con presbitero ampio voltato dove emergono, tra gli stucchi settecenteschi, preziosi affreschi rinascimentali raffiguranti una Madonna col bambino e i profeti. Nei pennacchi, ci sono gli evangelisti, nell’ovata la trinità, nel sott’arco i dottori della chiesa. Nelle due pareti d’ingresso - aggiunge - dipinti in affresco emersi da sotto l’intonaco raffiguranti storie della Madonna, Sant’Anna, Sant’Antonio Abate e la maddalena. Sull’unico altare era ubicata una grande pala, ora ridotta a pezzi, dipinta su tela raffigurante la Madonna col bambino con santi del XVII secolo. Sbirciando dalle finestrelle, si può scorgere tutto il degrado che continua imperterrito ad abbattersi su ciò che rimane di tanto patrimonio storico artistico. Degrado ancora più accentuato dalla presenza dei colombi che ne hanno fatto una sicura dimora. Il guano ormai ha raggiunto il metro di altezza, investendo stucchi e affreschi e coprendo il pavimento e i contrafforti in pietra”.

“Ci si meraviglia - conclude Favetti - che tale emergenza non sia stata mai presa in considerazione o quantomeno sia diventata di interesse visto lo stato in cui versa l' edificio da sempre. Occorre quindi accelerare i tempi e sollecitare chi di competenza affinché tale edificio possa tornare al suo antico splendore”.

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