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Un minuto di silenzio contro la violenza sulle donne: l’iniziativa di Narni Sport Academy

Gli atleti scenderanno in campo con segno rosso sotto l’occhio in occasione della partita di sabato, 25 novembre, contro la School Volley di Perugia

Sabato 25 novembre sarà celebrata la ventiquattresima Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Narni Sport Academy aderisce alle manifestazioni di sensibilizzazione verso questo dramma sociale e, d’intesa con il Comune di Narni, organizza un piccolo evento in occasione della partita del campionato di Serie C maschile che la squadra giocherà in casa sabato 25, alle 17 contro la School Volley Perugia.

“La nostra solidarietà e partecipazione alla giornata - affermano da Narni Sport Academy - sarà dimostrata dal posizionamento al centro del campo, immediatamente prima dell’inizio della partita, del simbolo classico della lotta alla violenza contro le donne e cioè una sedia rossa con sopra un paio di scarpe rosse effettuando, con le squadre schierate, un minuto di silenzio. A seguire sarà letto un breve comunicato sul significato della giornata e la poesia della scrittrice peruviana Cristina Torres Càceres. Infine l’assessore allo sport del Comune di Narni, Alessia Quondam, porterà il suo saluto e quello dell’amministrazione comunale. I giocatori delle due squadre, per rafforzare il significato alla partecipazione alla giornata, scenderanno in campo con un segno di colore rosso sotto l’occhio”.

“Se domani non torno, distruggi tutto”: la poesia di Cristina Torres Càceres diventa il manifesto contro il femminicidio

Se domani non rispondo alle telefonate, mamma,

Se non ti dico che vado a cena,

Se domani, mammina, non compare il taxi...

Può essere che sia avvolta nelle lenzuola di un albergo, per strada, o in una borsa nera (Mara, Micaela, Majo, Mariana).

Forse sono in una valigia, o mi sono persa sulla spiaggia (Emily, Shirley).

Non spaventarti, mamma, se vedi che mi hanno pugnalato (Luz Marina). Non urlare quando vedi che mi hanno trascinato (Arlette).

Mamma, non piangere se scopri che mi hanno impalato (Lucia).

Ti diranno che sono stata io, che non ho urlato, che sono stati i miei vestiti, l'alcol nel mio sangue.

Ti diranno che era la mia ora, che ero sola. Che quello psicopatico del mio ex aveva delle ragioni, che ero infedele, che ero una puttana.

Ti diranno che ho vissuto, mamma, che ho osato volare molto in alto in un mondo senza aria.

Lo giuro, mamma, sono morta combattendo. Lo giuro, che ho gridato forte mentre me ne andavo.

Si ricorderà di me, mamma. Capirà che sono stata io a rovinarlo quando mi vedrà nei volti di tutte le ragazze che grideranno il mio nome. Perché so, mamma, che non ti fermerai.

Ma, qualunque cosa tu voglia, non tenere prigioniera mia sorella. Non rinchiudere le mie cugine, non negare nulla alle tue nipoti.

Non è colpa loro, mamma; Non era neanche mia. Sono loro, saranno sempre loro.

Combatti per le loro ali, quelle per cui mi hanno ucciso.

Lotta affinché siano libere e volino più in alto di me. Combatti in modo che gridino più forte di me. Perché vivano senza paura, mamma, proprio come ho vissuto io.

Mamma, non piangere le mie ceneri.

Se domani tocca a me, mamma

Se domani non torno, distruggi tutto.

Se domani tocca a me, voglio essere l'ultima.

Cristina Torres Càceres, 2017

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