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Lunedì, 27 Maggio 2024
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Operai coraggiosi e creature misteriose, inseguendo sottoterra il filo rosso che unisce Narni e Siena

Incontro all’auditorium San Domenico di Narni per scoprire “l’intricato sistema di gallerie sotterranee per il trasporto e la raccolta delle acque, che ha plasmato la vita di entrambe le comunità”

C’è un legame che unisce Narni e Siena. A spiegarlo saranno gli ospiti dell’incontro in programma venerdì 10 maggio alle 16.30, presso l’auditorium di San Domenico. “Sarà questa - spiegano gli organizzatori - un’opportunità per esplorare il legame tra le due città attraverso i ‘Bottini’ e l’acquedotto narnese della Formina. Narni Sotterranea e l’associazione La Diana di Siena vi guideranno in un viaggio nel passato, svelando storie di operai coraggiosi e creature misteriose che popolavano queste gallerie. Suggeriamo a tutti di non mancare, scoprirete un mondo che non immaginavate”.

“Narni e Siena hanno in realtà un legame profondo. La nostra città, tra i borghi più pittoreschi dell’Umbria e Siena, gioiello toscano – proseguono gli organizzatori - condividono un segreto che risale ai tempi medievali. Si tratta di un intricato sistema di gallerie sotterranee per il trasporto e la raccolta delle acque, che ha plasmato la vita di entrambe le comunità. Sarà dunque un incontro dedicato a questo affascinante mondo nascosto”.

“L’acqua - si legge in una nota - ha da sempre rappresentato un bene vitale, I ‘Bottini’ di Siena, costruiti tra il XIII e il XV secolo, non sono solo un capolavoro ingegneristico, ma anche una testimonianza della saggezza dei nostri antenati. Queste gallerie sotterranee, scavate nella roccia, servivano a canalizzare e distribuire l’acqua, garantendo l’approvvigionamento idrico alle città. A Siena, in particolare, i Bottini alimentano ancora oggi le storiche fonti cittadine, come la celebre fonte Gaia in piazza del Campo. Oggi, i Bottini sono un patrimonio da valorizzare e proteggere. Le loro pareti incrostate di calcio, le stalattiti e le stalagmiti raccontano una storia millenaria. Non possiamo fare a meno di ammirare l’ingegno dei nostri predecessori, che hanno creato un sistema idraulico così sofisticato. A Narni, per 2000 anni l’acquedotto romano della Formina, insieme alla fonte Feronia, hanno alimentato le numerose cisterne romane e medioevali della città. L’incontro del 10 maggio ci permetterà di scoprire un mondo ricco di storia e di piacevoli suggestioni”.

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