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Narni, dai “Lanternoni” alla trebbiatura: un territorio da scoprire attraverso le sue tradizioni

Associazioni, circoli, pro loco e comitati animano borghi e frazioni con decine di eventi. Michele Favetta: “La Corsa all’anello e tutta la sua macchina organizzativa sono l’esempio più sviluppato e complesso di un territorio fondato sulla presenza di tantissime persone che lo amano”

Associazioni, circoli, pro loco e comitati. Un’energia diffusa che anima il territorio. Narni, che vanta un’estensione di circa 200 chilometri quadrati, non è solo Corsa all’anello o altri importanti eventi che hanno luogo nel centro storico o allo Scalo. Il territorio comunale è ricco, infatti, di tante feste e rievocazioni storiche. A sottolineare l’importanza di questa realtà è il consigliere comunale Michele Favetta, un vero e proprio appassionato, nonostante la sua giovane età, della storia locale. “I volontari e le volontarie - afferma - sono tessere uniche e insostituibili del grande mosaico che compone la nostra amata festa. Sono l’energia che durante tutto l’anno muove anche le decine di associazioni, circoli, pro loco e comitati sparsi nel nostro territorio. Sono tantissime, infatti, le realtà che operano più o meno silenziosamente nei quasi duecento chilometri quadrati del nostro comune. Elencarle o parlare di ognuna di loro sarebbe riduttivo, ma chi ha la fortuna di frequentarne alcune o conosce chi le sostiene, sa che ci sono dei tratti comuni su cui si fondano: passione per il proprio territorio, senso di comunità, voglia di fare e stare insieme, spirito di sacrificio”.

“In quest’ottica di condivisione e difesa delle tradizioni si sono sviluppati negli anni appuntamenti più o meno consolidati che animano durante l’arco dell’anno i borghi e le frazioni del nostro comune e che sono diventati veri e propri attrattori da difendere e sostenere. Alcuni affondano le proprie radici talmente indietro nel tempo che è difficile individuarne le origini. È il caso delle comunità di Itieli, Sant’Urbano e Schifanoia dove ogni anno si ripete il rituale delle processioni notturne con ‘Intusse’ e ‘Lanternoni’, torce realizzate a mano dal forte valore simbolico e spirituale accanto al quale si colloca quello altrettanto sacro del cibo con la preparazione dei biscotti salati o delle ciambelle. Veri momenti di socialità, dove ci si incontra, si prepara, si produce, si tramanda di generazione in generazione. Come avviene per la stessa Corsa all’anello, una delle occasioni in cui tutta la comunità si riunisce è la festività dei vari santi e patroni, momenti che fondono sacro e profano”.

“Accanto ai riti religiosi come celebrazioni e processioni - continua Favetta - troviamo serate danzanti, stand gastronomici e sagre, alcune delle quali hanno raggiunto livelli di qualità e organizzazione veramente alti. Senza entrare nel particolare dell’offerta culinaria basti pensare alle frazioni di Montoro, Nera Montoro, La Quercia, San Liberato e Capitone. Quando parliamo di rievocare il passato, oltre al medioevo di Narni, da alcuni anni con la Contesa delle torri, anche San Vito e Guadamello rivivono la loro età di mezzo, una festa giovane e non per la sua recente nascita ma perché fatta, ideata e realizzata grazie alla voglia e all’entusiasmo dei tanti ragazzi e ragazze che vi sono impegnati. Una festa che vede sì le comunità dei due borghi sfidarsi nella gara finale, ma anche collaborare al meglio per la riuscita. A Taizzano e a Vigne, il passato rievocato è più recente ma non per questo meno affascinante: qui ci si ritrova intorno al rito della trebbiatura che fino a poche decine di anni fa rappresentava per la vita nelle campagne un appuntamento unico che univa lavoro, famiglia, cibo e collaborazione”.

“Mancano ancora all’appello le associazioni culturali che si prendono cura del nostro prezioso patrimonio artistico diffuso e i circoli sportivi e ricreativi per giovani e meno giovani, che organizzano visite guidate, tornei, concerti, passeggiate ecologiche e tanto altro. Attività – conclude Favetta - che creano incontro, dialogo e consapevolezza della nostra storia e cultura. Insomma, la Corsa all’anello e tutta la sua macchina organizzativa sono l’esempio più sviluppato e complesso di tante piccole realtà locali che, insieme, compongono un territorio ricco e diversificato, vivo dal punto di vista sociale, culturale e fondato sulla indispensabile presenza delle tantissime persone che lo amano e con passione se ne prendono cura”.

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