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Lunedì, 4 Marzo 2024
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Viaggio al centro della terra, dal sottosuolo di Narni emergono nuove scoperte

Il gruppo speleologico Utet ha individuato una cisterna romana fino ad ora sconosciuta sotto un orto privato nei pressi del palazzo che ospita l’Università degli studi di Perugia | IMMAGINI

Il sottosuolo di Narni continua a riservare sorprese e testimonianze di un passato ricco di storia e cultura. Lo scorso sabato, il gruppo speleologico narnese ha effettuato dei sopralluoghi programmati all’interno di due grandi cisterne cittadine, già note e rilevate negli anni ‘70, e ne ha scoperta una terza, finora sconosciuta, sotto un orto privato.

Le due cisterne conosciute sono la prima del 1700, situata all’interno del chiostro dell’istituto Beata Lucia, e la seconda, riferita al tardo medioevo, in piazza Galeotto Marzio. Entrambe sono state oggetto di una documentazione digitale ottenuta con una scansione 3D effettuata con IPhone Lidar, una tecnologia che permette di misurare le distanze e le dimensioni degli oggetti con un fascio di luce laser.

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Il gruppo speleologico Utec Narni, fondato nel 1977, si occupa da oltre quarant’anni di esplorare le cavità naturali e artificiali del sottosuolo narnese, portando alla luce piccoli e grandi tesori, come la Narni Sotterranea, l’acquedotto romano della Formina, le grotte di San Cassiano e di San Francesco. Nel corso dei sopralluoghi, gli speleologi hanno potuto constatare l’ottima stabilità delle strutture sotterranee, ma anche la presenza di immondizia di ogni genere all’interno della cisterna di piazza Marzio, che necessita di una bonifica e di una valorizzazione.

“Le due cisterne conosciute - spiega Andrea Scatolini - sono praticamente prive di acqua, liquido che un tempo veniva raccolto dai colatoi dei palazzi circostanti per sopperire alla carenza d’acqua della città che sorge su uno sperone carsico. Ci avevano pensato i romani due millenni fa a risolvere il problema idrico, costruendo un acquedotto sotterraneo lungo 13 chilometri che, da Sant’Urbano, ha portato acqua a Narni fino agli anni ‘20 del ventesimo secolo. Dopo il sopralluogo alle cisterne conosciute, abbiamo ispezionato un’altra cavità, non conosciuta, entrando in una finestrella che si apre a cinque metri da terra su un muro nel sottostante parcheggio degli Orti. Grande è stata la sorpresa quando ci siamo trovati sulla volta di una nuova cisterna sconosciuta, profonda quattro metri, lunga 5 e larga 4, di cui non si era a conoscenza. La ‘nuova’ cisterna è situata sotto un orto di un privato, dietro al palazzo ora sede dell’Università degli studi di Perugia e alimentava una fontana, di cui rimangono visibili due cannelle esterne, che abbelliva i giardini del palazzo, probabilmente coevo alla cisterna”.

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A distanza di oltre quarant’anni dalle prime esplorazioni, gli speleologi narnesi continuano dunque a scoprire nuove cavità nel sottosuolo cittadino che svelano segreti e pagine di storia altrimenti perduta. Per il 2024, l’Utec porterà avanti, insieme agli speleologi del gruppo Terre Arnolfe di Cesi, un percorso formativo per speleologi, destinato a chi vuole avvicinarsi al mondo della speleologia. Il corso prevede lezioni teoriche e pratiche, uscite sul campo e visite guidate alle cavità più interessanti della zona. Per info e contatti: utecnarni@gmail.com oppure 335.7825523.

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