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Sabato, 18 Maggio 2024
Narni Otricoli

L’interrogatorio, i supplizi e poi lo sbarco: Otricoli ricorda i suoi patroni Vittore e Fulgenzio

Domani, 13 maggio, e poi martedì 14 due tra gli appuntamenti più importanti nel programma degli eventi

Otricoli festeggia i suoi patroni, San Vittore e San Fulgenzio. Il programma dei festeggiamenti è come al solito molto nutrito. Uno dei momenti più suggestivi delle manifestazioni è quello in programma lunedì 13 maggio, alle 21.30, con la rievocazione dello “sbarco” di San Vittore sulle sponde del Tevere.

Lungo le rive del fiume, in notturna, viene rappresentata la deportazione della salma del santo da parte dei commilitoni, accogliendo la richiesta del santo per cui, alla sua morte, la salma doveva essere riconsegnata al suo paese d’origine. Martedì 14 maggio sarà celebrata solennemente la festa religiosa del santo patrono. Alle 10.30 nella collegiata di Santa Maria Maggiore il vescovo Francesco Antonio Soddu, presiederà la messa per la solennità dei santi Vittore e Corona, cantata dalla cappella musicale “Marzio Erculei”. Seguirà la processione della statua e delle reliquie del santo per le vie del paese, accompagnata dai sacerdoti della vicaria di Narni, dalle confraternite, dai rappresentanti del corteo storico in costume d’epoca romana e dai fedeli.

LA STORIA DI SAN VITTORE

San Vittore, giovane di Otricoli, fu arruolato nell’esercito romano, nella milizia equestre, e inviato a combattere in Siria. Accusato dal prefetto dell’Egitto e della Siria e capitano generale dell’esercito imperiale dell’Asia di essere seguace del cristianesimo, dopo l’interrogatorio e vari supplizi - gli furono spezzate le giunture delle ossa - fu gettato in una fornace ardente, gli fu fatto bere potentissimo veleno, fu sospeso a una trave e gli furono bruciate le carni. Dopo tre giorni di torture, fu decapitato il 14 maggio del 168 dopo Cristo. Il corpo di San Vittore, riportato in patria e sepolto presso la città antica di Ocriculum non lontano dal Tevere, fu ritrovato dal vescovo Fulgenzio verso la metà del VI sec. Il vescovo fece costruire sopra la sua tomba un altare, intorno al quale ebbe origine l’abbazia intitolata al suo nome.

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