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Treni ad alta velocità, “idea” Orvieto: “Fermate e orari strategici, ecco qualche proposta”

Tagli e disagi per i pendolari, la posizione della Filt Cgil. L’assessore Gianluca Luciani al tavolo tecnico dei trasporti: abbattere i tempi di percorrenza con la Capitale, in modo particolare per il rientro da Roma

La “vertenza” trasporti ad Orvieto viaggia su un doppio binario, parallelo. Il primo scorre fra gli ostacoli che incontrano le centinaia di pendolari che per studio e lavoro ogni giorno si spostano dalla Rupe. Ritardi, disagi, coincidenze perse. Il secondo: la proposta che segue la giusta protesta di chi viaggia fra mille difficoltà.

Prima, un passo indietro. Martedì scorso si è riunito a Perugia il tavolo tra Regione Umbria, direzione regionale Umbria di Trenitalia e Comune di Orvieto per analizzare la situazione dei trasporti ferroviari sul territorio orvietano alla luce degli ultimi episodi che si sono verificati lungo la linea ferroviaria Roma-Firenze. Presenti l’assessore ai Trasporti della Regione Umbria, Enrico Melasecche, Amelia Italiano, direttore regionale Umbria di Trenitalia, l’amministratore unico di Umbria Mobilità, Marina Balsamo, il sindaco di Orvieto, Roberta Tardani, l’assessore comunale ai Trasporti, Gianluca Luciani, e il rappresentante del Coordinamento dei comitati dei pendolari umbri, Gianluigi Giusti.

“Sul tavolo – spiega l’assessore comunale ai trasporti, Gianluca Luciani – sono state analizzate le problematiche e le esigenze di centinaia di viaggiatori che quotidianamente si muovono dal nostro territorio per motivi di lavoro e di studio. Alla Regione e alla direzione regionale di Trenitalia sono state avanzate richieste specifiche per abbattere i tempi di percorrenza con la Capitale, in particolare per il rientro da Roma dell’Ic 598 la cui partenza con l’orario invernale è stata spostata al binario 2 Est di Roma Termini, accumulando spesso ritardi, e per andare a colmare alcuni buchi negli orari dei treni in partenza da Orvieto durante la settimana tra le 7 e le 9, e quindi garantire l’arrivo a Roma entro le 9, così come per assicurare collegamenti anche nei giorni festivi”.

“Per quanto riguarda le situazioni emerse in particolare negli ultimi mesi e relative ai ritardi dei treni utilizzati dai pendolari del territorio orvietano da e per Roma – spiega l’assessore in una nota - gran parte dei disagi è dovuta ai problemi del materiale rotabile e ai numerosi cantieri che si sono aperti lungo le tratte ferroviarie in tutto il territorio nazionale per gli interventi finanziati dal Pnrr che provocano spesso rallentamenti e ritardi dei convogli sull’intera rete. Come richiesto dall’assessore Melasecche, siamo ora in attesa di avere un monitoraggio puntuale degli ultimi mesi per valutare le possibili soluzioni da adottare”.

“Il tavolo di confronto – conclude l’assessore – resta aperto e l’interlocuzione con la Regione e con la direzione regionale di Trenitalia è sempre stata costante e l’attenzione non è mai mancata come dimostra la celerità con cui l’assessorato regionale ai trasporti ha convocato la riunione. Sabato 13 gennaio incontreremo i rappresentanti dei pendolari orvietani per approfondire alcune questioni e preparare il prossimo confronto che sarà allargato anche alla direzione regionale Toscana di Trenitalia, dalla quale dipendono molti dei treni che attraversano il nostro territorio, e alla divisione competente per gli Intercity”.

Oggi – 11 gennaio – la Filt Cgil dell’Umbria ha invece tenuto una conferenza stampa presso la stazione ferroviaria di Orvieto, proprio a partire dai disagi dei viaggiatori. “Il continuo taglio di treni, la sempre più scadente garanzia dei servizi ferroviari per e da Roma e Firenze, sono divenuti un serio problema per molti lavoratori, lavoratrici e studenti dell’Orvietano che hanno necessità di recarsi a Roma, Arezzo, Perugia, Firenze e Terni”.

"Non abbiamo visto da parte delle istituzioni umbre il giusto impegno affinché i collegamenti venissero incrementati - ha detto il segretario generale della Filt Cgil Umbria, Ciro Zeno - anzi, dal 2000 ad oggi gli Intercity si sono ridotti del 75%, i treni notte, anche per l’estero (Vienna, Monaco, etc.) sono completamente spariti. Ci sono intere fasce orarie scoperte dai servizi. Per fare un esempio, la mattina su Roma, dopo le 7.20 c’è il vuoto fino alle 9, con, tra l’altro, tempi di percorrenza da terzo mondo. Inoltre i cambi treno ad Orte e Chiusi sono ormai la normalità, poiché sempre meno corse dirette vengono garantite”.

Ma la conferenza stampa dalla Filt Cgil è servita a toccare anche un altro tema, quello dell’alta velocità: “Circa 600 treni al giorno sfrecciano a quasi 300 km orari dentro Orvieto, ma di questi non se ne ferma nemmeno uno. Sarebbe molto utile al territorio e alle regioni limitrofi adottare, per un periodo sperimentale, delle fermate alta velocità in orari strategici”.

Nel dettaglio, secondo la Filt Cgil si potrebbe pensare al treno per Milano FR 9504, con partenza da Roma alle 5.10 e arrivo alle 8.50, che ad Orvieto fermerebbe alle 5.50 circa. Oppure il 9608 che parte da Salerno alle 5.16, ferma a Roma alle 6.50 e arriva a Milano 10.00: ad Orvieto potrebbe fermare alle 7.30 circa. Il discorso vale anche in direzione Sud: il Fr 9505 potrebbe fermare ad Orvieto alle 8.20 per arrivare a Roma alle 9.04 e a Napoli alle 10.28. E via dicendo, con molte altre opzioni possibili.

“Dobbiamo uscire dalla logica che l'alta velocità sia un servizio che guarda solo agli introiti e trasformarlo in uno strumento che velocizzi tutto il Paese - ha detto ancora Zeno - Anche Orvieto deve essere connessa con il resto d’Italia e con Perugia in primo luogo. Ad Orvieto si vive anche di tantissimi lavoratori pendolari che meritano attenzione e rispetto, lo stesso rispetto che la Filt Cgil ha sempre dedicato a questo delicato settore e a questa determinata categoria di occupati, che altrimenti vivono il territorio esclusivamente come dormitorio fino a quando non diventa talmente irraggiungibile da lasciarlo con le loro famiglie”.

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