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Casa della salute all'ex ospedale di Orvieto? Una soluzione praticabile. Soddisfazione di Cittadinanzattiva

Dopo quattro aste andate deserte o bloccate da vizi di forma, il neo direttore dell'Asl 2 sta valutando la riconversione dell'ex ospedale in casa della salute. Cittadinanzattiva: "Finalmente. Siamo pronti per sostenere il progetto"

Il direttore generale dell'Asl 2, Massimo De Fino, sta valutando - in accordo con l'amministrazione comunale - l'ipotesti di installare la casa della salute all'interno dell'ex ospedale di Orvieto. Finalmente, dopo 4 aste andate deserte o bloccate da vizi di procedurali (con una base di 3,5 milioni di euro per l'ex ospedale e 950mila per l'ex pediatria), la Asl ha preso coscienza che la storica struttura ubicata fronte duomo è un da tutelare e reinserire nel circuito della fruizione pubblica:

"Abbiamo preso atto delle aste andate deserte - osserva De Fino - e questo sta a indicare che non dobbiamo tirare la corda con il rischio di svendere a tutti i costi un bene così prezioso, esponendolo a speculazioni edilizie. Lo trovo inaccettabile". 

A fare da controcanto a questa posizione perentoria anche la sindaca Roberta Tardani che saluta le parole di De Fino con soddisfazione. In un' intervista rilasciata al Corriere dell'Umbria, Tardani riferisce di aver recepito positivamente quanto affermato dal direttore generale dell'azienda sanitaria: "Lo avevamo detto anche in passato che la vendita non era la soluzione giusta e il tempo ci ha dato ragione". Anche sulla possibilità di riconvertire l'ex caserma Piave a casa della salute, così come esposto in campagna elettorale dall'ex sindaco Germani, per la Tardani risulta essere una "pratica archiviata che è servita solamente a fare campagna elettorale". 

Insomma, la situazione sembra propizia per rilanciare l'ex ospedale di Orvieto come struttura in grado da una parte di sgravare le funzioni sanitarie che impropriamente vengono svolte dal "Santa Maria della Stella". Dall'altra di portare un nuovo flusso di persone in centro storico, un'evenienza non di poco conto anche per l'indotto economico. Inoltre, il piano regolatore consentirebbe una un ventaglio di possibili rimodulazioni delle funzioni della struttura, tranne che per uso abitativo. Tra tutte, quella della "medicina di territorio" sembra essere la più appropriata.

Cittadinanzattiva Orvieto: "Finalmente. Dopo anni di battaglie possiamo dialogare"

Grande soddisfazione per il gruppo civico di Cittadinanzattiva, che da molti anni, insieme al Tribunale del Malato, si sta adoperando per la rivalutazione della funzione pubblica dell'ex ospedale e ex pediatria, valorizzando proprio l'importanza di una medicina di territorio in quella specifica sede.

"Dopo aver appreso dal sindaco la volontà di rivedere la destinazione del complesso ex ospedale e preso atto della decisione dell'Asl di riprogettare La casa della salute nel presidio ospedaliero abbandonato - si legge in una nota del responsabile di zona Gianni Mencarelli -, come cittadinanzattiva esprimiamo un giudizio positivo, sperando che le enunciazioni, diano seguito ad un effettivo impegno nel ripristinare al più presto la vecchia sede, necessaria  per riorganizzare i servizi sanitari territoriali e per dare vita a una nuova medicina di prossimità.

Sono anni - prosegue Mencarelli - che ci battiamo per fare riconoscere l'esigenza di un servizio che sia più vicino ai cittadini, umanizzare la sanità ,non vuol dire per noi cancellare le novità introdotte dalla aziendalizzazione che ha avuto tra i meriti di eliminare doppioni e sprechi, ma che  oggi, si è scoperta nella  sua debolezza per l'aver concentrato le risorse solo sugli ospedali, inadeguati a fronteggiare le epidemie. la necessità di avere posti letto disponibili per la lungodegenza e le cronicità quindi, una casa della salute che deve essere un luogo dove trovare servizi ambulatoriali, ma anche un ristoro per coloro che hanno delle difficoltà per gestire le loro malattie. Gli anziani che sono in numero crescente, bisognosi di attenzioni non possono continuare ad essere esiliati dal loro contesto di vita, se per qualche motivo vengono colpiti da malattie invalidanti non gestibili in famiglia e che li costringono spesso, a ricoveri presso case di riposo a volte distanti ed inadeguate".

Secondo Cittadinanzattiva "Il centro di salute dovrebbe prevedere al proprio interno un reparto, una piccola ala dove poter trovare servizi per la fisioterapia e riabilitazione, ma anche servizi sociali che aiutino ad affrontare le difficoltà quando si perdono le proprie abilità. La qualità della vita dei cittadini dipende  molto dai servizi di assistenza,la loro presenza può essere motivo per scegliere di vivere in un posto o in un altro, rappresentando un motivo in più per scegliere la nostra città.

Adesso Mettiamoci subito al lavoro per ripristinare con interventi a blocchi il vecchio ospedale che per la sua collocazione è il luogo adatto per per riorganizzare servizi della medicina territoriale sparsi e in qualche caso  di difficile accesso per le barriere architettoniche. Non ci sono più scuse - conclude Mencarelli -, il Covid non se ne andrà velocemente e quindi, anche per questo, bisogna partire subito creando già ambienti utili al contenimento del contagio, la ex pediatria con interventi manutentivi di ripristino, potrebbe essere già l'inizio".

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