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"Non abbiamo spazi alternativi alle scuole per 18 seggi", lo sfogo della sindaca di Orvieto

Sembra non possa aver seguito la proposta del sindaco di Baschi, Bernardini, di trovare sedi alternative per i seggi elettorali. Lo sfogo della sindaca di Orvieto, Roberta Tardani, che chiede di rinviare a dopo elezioni l'inizio dell'anno scolastico.

La questione dello spostamento dei seggi elettorali a Orvieto sembra essere stretta in un vicolo cieco. Non ci sono, infatti, alternative all'insediamento di 18 seggi cittadini all'interno degli isititi scolastici. Lo comunica la sindaca di Orvieto, Roberta Tardani, a seguito della proposta del collega di Baschi, Damiano Bernardini, di spostare il seggio elettorale dall'istituto di Orvieto-Baschi. 

"Innanzitutto - attacca Tardani - ritengo inopportuna, se non incomprensibile nel contesto in cui ci troviamo e con tutte le problematiche emerse, la decisione del Governo di far svolgere il referendum cinque giorni dopo l’apertura delle scuole.

Per quanto ci riguarda - prosegue - abbiamo valutato la proposta dell’istituto comprensivo Orvieto-Baschi, che eventualmente andrebbe estesa per correttezza a tutte le scuole, ma non abbiamo contenitori in città che ci consentono di allestire le 18 sezioni elettorali previste nelle scuole, su 28 totali, che devono ospitare anche il presidio notturno delle forze dell’ordine. Garantiremo il rigido rispetto delle disposizioni per la sanificazione degli ambienti scolastici. Tuttavia -conclude la sindaca - auspichiamo un provvedimento che posticipi l’apertura delle scuole a dopo il referendum".

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