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Il generale che diventò frate, una targa in memoria di padre Gianfranco Maria Chiti

L’associazione “Spazio Libero Rupestre” presenta la richiesta al Comune di Orvieto: intitolare al religioso il giardino della chiesa di San Crispino

L’associazione culturale “Spazio Libero Rupestre” ha presentato al Comune di Orvieto la richiesta di installazione di una targa in marmo in memoria di padre Gianfranco Maria Chiti, militare e sacerdote, in prossimità̀ del centenario (1921-2021).

Padre Chiti – si legge nella nota – ha lasciato un ricordo indelebile in tutti coloro che hanno avuto l’onore di conoscerlo, sia come soldato che come uomo di fede.

Combattente nella seconda guerra mondiale, guidò una compagnia di granatieri di Sardegna nella campagna di Russia, dalla quale tornò con una medaglia al valor militare. Dopo la militanza nella RSI e l’internamento nel campo di concentramento di Coltano, intraprese una brillante carriera che lo portò al grado di generale di Brigata. Nel 1978, rispondendo ad una vocazione che da sempre alimentava il suo cuore, decise di vestire l’abito religioso dei Cappuccini.

Quando fu inviato ad Orvieto come custode del convento di San Crispino, fu capace di trasformare quell’allora cumulo di macerie, in un’oasi spirituale, meta ogni anno di centinaia di persone.

“È quindi doveroso - conclude la nota – intitolare a Gianfranco Maria Chiti un’area verde del nostro comune. Nello specifico, abbiamo individuato il giardino adiacente la chiesa parrocchiale San Crispino da Viterbo Religioso in località ponte del Sole. Per tanto, in qualità di associazione culturale promotrice, ci faremo carico della realizzazione, dell’installazione e della manutenzione della targa che ne celebra la memoria”.

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