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Martedì, 23 Aprile 2024
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Orvieto, sindaco e giunta in visita al carcere per i due progetti di inclusione

La Tardani e i rappresentanti dell’esecutivo visitano la Casa di reclusione e i laboratori del ferro, del legno e dei tessuti attivi al suo interno

Il sindaco di Orvieto, Roberta Tardani, insieme all’assessore alle Politiche sociali e all’Istruzione, Alda Coppola, e all’Assessore alla Sicurezza, Gianluca Luciani, ha incontrato la direttrice della Casa di reclusione di Orvieto, Anna Angeletti.

Accompagnata dal comandante del Reparto di Polizia Penitenziaria, Enrico Gregori, e dal segretario regionale del Sappe, Fabrizio Bonino, la delegazione del Comune di Orvieto ha effettuato una visita all’interno della struttura di via Roma soffermandosi in particolare sulle officine per il lavoro del ferro, del legno e dei tessuti dove vengono impiegati i detenuti.

Si tratta del progetto “Lavoro quindi produco” avviato negli anni scorsi dalla Casa di reclusione di Orvieto per promuovere e potenziare il lavoro intramurale e favorire il recupero sociale e il reinserimento lavorativo dei detenuti stessi. Nell’istituto orvietano si trovano una falegnameria e un’officina per la produzione di armadi, letti in ferro e scaffalature metalliche, un sartoria e una tessitoria per la produzione di lenzuola. Il materiale realizzato è commissionato dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) e destinato a coprire il fabbisogno di tutti gli istituti penitenziari italiani. Nelle officine vengono attualmente impiegate 43 unità alle quali se ne aggiungono 17 che si occupano dei cosiddetti lavori domestici per un totale di 60 detenuti lavoranti sui 75 ospitati dalla struttura.

“L’iniziativa che porta avanti la direzione della Casa di reclusione di Orvieto - commenta il Sindaco, Roberta Tardani – rappresenta un unicum a livello nazionale. Non esistono infatti in Italia altri istituti che garantiscono questa attività a livelli praticamente paragonabili a quelli industriali. Un progetto virtuoso non solo per le economie che genera a livello centrale ma soprattutto per la funzione sociale che svolge. Si parla molto della necessità di percorsi efficaci di recupero e reinserimento, ovvero l’obiettivo della pena, ma qui a Orvieto si ha la testimonianza concreta e quotidiana di quello che è possibile fare per recuperare le professionalità delle persone detenute o trasmetterne delle nuove necessarie a garantire loro una continuità lavorativa nel momento del ritorno alla libertà. Per questo - conclude - tale esperienza va consolidata e sviluppata dando certezze all’istituto. In questo senso, proprio in occasione della visita, ho potuto conoscere le tre nuove unità del personale amministrativo della Casa di reclusione che nel recente passato ha dovuto far fronte a problemi di organico”.

E sempre nell’ottica di promuovere percorsi di inclusione sociale e di accorciare le distanze tra carcere e società civile favorendo processi di comunicazione e integrazione con la comunità, l’Amministrazione Comunale di Orvieto ha aderito al progetto “I luoghi della giustizia” ideato dalle Associazioni “Demetra” e “Arci Ragazzi gli anni in tasca” in risposta all’avviso promosso dal Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità - Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Terni.

“Con questo progetto – spiega l’Assessore alla Sicurezza e alle Manutenzioni, Gianluca Luciani – sarà attivato nei prossimi giorni un percorso lavorativo per un detenuto in articolo 21 individuato dalla Casa di reclusione di Orvieto e dall’UEPE che per tre mesi sarà destinato al Centro Servizi Manutentivi in attività di cura del verde, pulizia e restauro del decoro urbano nei parchi e nei giardini pubblici del comune di Orvieto”.

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