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Ex vivaio, progetti e polemiche. L’Ente Palio: ecco le nostre idee. Italia Nostra: no a colate di cemento

Amelia, la proposta dell’associazione: un nuovo campo di gara, aule didattiche, ippoterapia e turismo. Protestano gli ambientalisti: operazione che stravolgerà il paesaggio e impatterà in modo devastante

All’ex vivaio di Amelia, al momento, nascono polemiche. Ad accendere la miccia dello scontro a distanza sono Italia Nostra e Legambiente che contestano il progetto di riqualificazione firmato dall’Ente Palio dei Colombi che vorrebbe recuperare l’area a ridosso del Rio grande e costruire nella zona un nuovo campo dei giochi per il palio amerino, oltre ad aule didattiche, strutture per l’ippoterapia e per l’accoglienza turistica.

La querelle comincia un paio di settimane quando proprio l’Ente ha illustrato a istituzioni locali e regionali (erano presenti il sindaco di Amelia, Laura Pernazza, il vicesindaco Andrea Nunzi, il consigliere delegato alle associazioni Leonardo Pimpinelli, l’assessore e vicepresidente della Regione Umbria, Roberto Morroni e il dirigente Afor Marco Vinicio Galli) un piano per il recupero e la valorizzazione dell’ex vivaio della comunità montana (oggi Afor) attualmente in disuso.

“In questi mesi, è stato avviato uno studio a 360 gradi mirato a coinvolgere molte associazioni, istituzioni e realtà sociali del territorio amerino. Abbiamo gettato le basi di una articolata serie di provvedimenti dei quali la realizzazione di un nuovo campo di gara per il palio, costituisce solo l’ultimo tassello. L’obiettivo è molto più ampio, tocca il turismo, la conservazione ed il rispetto della natura ma, soprattutto, vuole investire nel mondo della scuola, dei giovani ed in quello del sostegno alle fasce più deboli dei diversamente abili”.

Nel dettaglio, oltre alla realizzazione del campo di gara per il palio affiliato alla Federazione italiana sport equestri, è anche prevista quella di un’aula didattica per il corso di biotecnologie ambientali e chimica dell’istituto omnicomprensivo di Amelia, di una struttura per gli interventi di assistenza e terapia con gli animali, in particolare l’ippoterapia, di un laboratorio di produzione vivaistica di piante da frutto autoctone e lavorazione dei frutti a cura del Centro di integrazione e riabilitazione di Porchiano del Monte e, infine, di un centro di accoglienza e ristoro per le ippovie inserite nei percorsi e nei cammini storici d’Italia.

Se, stando almeno alle parole dell’Ente Palio, le Istituzioni avrebbero accolto con favore il progetto di recupero, la stessa reazione non si riscontra nelle sezioni locali di Italia Nostra e Legambiente che bollano il piano come “una colata di cemento” che “minaccia di devastare il parco del Rio grande, l’area naturale tanto amata dagli amerini, proprio mentre si raccolgono firme per eleggerlo luogo del cuore Fai”.

“Le sezioni di Amelia di Italia Nostra e di Legambiente – è scritto nel comunicato stampa diffuso dalle associazioni ambientaliste - manifestano la propria opposizione ad un’operazione che, per come è descritta, comporterà la realizzazione di importanti cubature, una vera colata di cemento che stravolgerà il paesaggio e impatterà in modo devastante sui valori ambientali ad esso legati, cancellando uno spazio verde unico a ridosso della diga del Rio Grande. Rilevano la contraddizione tra tale operazione e gli sforzi per la tutela e la valorizzazione del bacino del Rio grande, che le associazioni amerine stanno affrontando, con la raccolta firme a sostegno della candidatura del Rio grande quale luogo del cuore Fai, proprio per preservarne i valori ambientali e paesaggistici”.

Italia Nostra ha pertanto chiesto “l’accesso agli atti amministrativi relativi al progetto e l’attivazione di forme di partecipazione pubblica nel relativo iter amministrativo, per coinvolgere nella decisione gli interessi diffusi che verrebbero danneggiati dalla sua realizzazione”.

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