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Quasi mezzo secolo per il “Pinocchio” di Comencini: quando la “Lollo” si faceva baciare dal sole di Amelia

Lo sceneggiato venne trasmesso per la prima volta nell’aprile del 1972. Alcune scene furono girate al teatro Sociale. Il ricordo delle comparse amerine: regista gentilissimo e Lollobrigida grande interprete

È l’aprile del 1972 quando il “Pinocchio” di Luigi Comencini, sceneggiato in cinque puntate (originariamente erano sei) tratto dall’omonimo romanzo di Carlo Collodi, viene trasmesso in bianco e nero dalla Rai.

Alcune scene vennero girate all’interno del teatro Sociale di Amelia nel maggio dell’anno prima, 1971. Così un bel volume scritto da Mara Quadraccia e Nino Rinaldi (“Amelia. ‘Perla’ del cinema, tra i libri messi gratuitamente a disposizione da Cesvol Umbria) ricorda quei giorni, nell’ambito di un lavoro molto più approfondito relativo al rapporto tra la città dalle mura poligonali e il cinema.

Eccone alcuni estratti.

Nel 1971 Luigi Comenici inizia le selezioni per il cast e sceglie il piccolo Toscano Andrea Balestri per la parte di Pinocchio, Nino Manfredi per quella di Geppetto, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia per interpretare il Gatto e la Volpe, Gina Lollobrigida per la Fata Turchina. Vi è anche un inedito Lionel Stander nel ruolo di Mangiafuoco.

A metà maggio dello stesso anno iniziano le riprese al teatro Sociale di Amelia con le prime scene della Fata Turchina: nei momenti di pausa, l’attrice esce sulla piazza con indosso la parrucca turchina e il costume di scena e si ripara dal sole con un ombrello per non sciupare la pelle e il trucco (...).

La platea del teatro viene trasformata nella pista di un circo per girare una parte della sesta puntata. Pinocchio, tramutato in somaro, viene acquistato dal direttore di un circo equestre che lo fa saltare e ballare in uno spettacolo ma, una sera, Pinocchio riconosce tra il pubblico la Fata Turchina, che è molto addolorata di vederlo così ridotto. Sorpreso per l’incontro, Pinocchio cade dalla gradinata e si rompe una zampa.

Fra gli artisti presenti nella pista del teatro circo, vi è Carlo Colombaioni, definito il più grande clown del mondo (...).

Le riprese dureranno cinque o sei giorni. Qualcuno fra le comparse amerine resta impressionato dal rigore nel lavoro e dalla gentilezza verso tutti del regista, Luigi Comenicini, ma anche dalla capacità interpretativa di Gina Lollobrigida e Mario Adorf.

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