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Ponte di Baschi, il sindaco Bernardini chiede un incontro urgente alla Tesei: "C'è preoccupazione fra i cittadini"

Continua lo stop alla viabilità sul ponte di Baschi. Il sindaco Bernardini chiede una convocazione urgente alla presidente Tesei: "Le attività produttive del territorio stanno subendo un contraccolpo".

C'è grande preoccupazione per il futuro prossimo della viabilità a causa del protrarsi della chiusura del ponte di Baschi, che collega il quadrante sud-ovest della provincia di Terni con la viabilità in direzione nord, soprattutto verso Perugia.

Ad intervenire è il sindaco di Baschi, Damiano Bernardini, che ha chiesto un incontro urgente alla presidente della regione, Donatella Tesei, e all'assessore regionale a infrastrutture e trasporti, Enrico Melasecche, per analizzare ed affrontare gli effetti derivanti dalla chiusura del ponte sulla SS 448 tra Baschi e Todi.

“Ribadendo il valore primario della sicurezza e dell'incolumità delle persone che ci ha visto in prima linea nell'evidenziare il pericolo derivante dall'infrastruttura in oggetto - scrive in una nota Bernardini - sento il dovere di rappresentare la preoccupazione e il disagio che stanno attraversando i cittadini del comune di Baschi e dei territori limitrofi, a seguito della chiusura del ponte sulla SS 448”.

Bernardini sottolinea che “si tratta, nei fatti, dell'unica viabilità che collega in tempi ragionevoli l'area sud-ovest dell'Umbria al resto della regione. Rappresenta altresì il principale collegamento tra Baschi e le sue otto frazioni, situate interamente al di là di questa infrastruttura. Il nostro territorio comunale allo stato attuale - aggiunge Bernardini - risulta letteralmente tagliato a metà con tutte le difficoltà che questa circostanza comporta..

Dobbiamo considerare con consapevolezza e responsabilità - prosegue il primo cittadino - il contraccolpo che stanno subendo le attività produttive del territorio, già duramente provate dalla fase di crisi prodotta dall'emergenza sanitaria tutt'ora in atto. Nella veste di rappresentanti delle istituzioni siamo chiamati a condividere soluzioni ed interventi che possano sostenere queste imprescindibili realtà che costituiscono il tessuto economico della nostra regione e rischiano concretamente di non riuscire a superare questo ulteriore momento di crisi.

Giova ricordare che il repentino aggravamento delle criticità in questione risulta senza dubbio riconducibile alla deviazione del traffico pesante avvenuta nel periodo di chiusura del viadotto di Montoro. Anche in quella circostanza - conclude - ci siamo trovati a gestire disagi di non trascurabile entità. Ulteriore ragione per ribadire che ora non possiamo essere lasciati soli”. 

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