Boschi e sentieri al setaccio, ma di Giuseppe Perotti non c’è traccia

Decine di uomini impegnati nelle ricerche dell’anziano narnese scomparso da Capitone. Al lavoro vigili del fuoco, soccorso alpino e carabinieri: l’uomo potrebbe essersi allontanato con un mezzo. La lunga lista dei “fantasmi”: c’è anche Alessandro Santacroce

Ormai da 72 ore i soccorritori battono a tappeto quell’ampio fazzoletto di terra che si estende tra le campagne di Capitone e la zona di Montecastrilli. Jeep, moto, decine e decine di uomini stanno passando al setaccio boschi, sentieri, dirupi. Ma di Giuseppe Perotti non c’è traccia.

Si è allontanato da casa nella serata di lunedì: 83 anni, un metro e ottanta di altezza, indossava abiti grigi. La sua abitazione si trova nei pressi della chiesa di Capitone, salendo da Narni in direzione di Amelia. Carte topografiche alla mano, i soccorritori hanno perlustrato ogni centimetro di bosco nei dintorni. I vigli del fuoco hanno messo in campo anche due uomini muniti di moto fuoristrada così da poter arrivare anche nelle zone più impervie. Nei dintorni non ci sono specchi o corsi d’acqua che potrebbero aver “inghiottito” l’anziano. C’è qualche dirupo, ma le ricerche – anche qui – hanno dato esito negativo. Vengono utilizzati anche strumenti tecnologici avanzati come i rilevatori gps con i quali si tracciano le zone perlustrate per evitare di tornarci più volte e per dare una copertura “millimetrica” alle ricerche. Ma niente.

Oltre alle ricerche palmo a palmo, si stanno sviluppando anche altre investigazioni. Si cerca di capire ad esempio se l’uomo potrebbe essersi allontanato magari salendo a bordo di un’auto. Al momento però ogni riscontro è negativo. E dalla famiglia non arrivano elementi che potrebbero in qualche modo giustificare la scomparsa.

E Giuseppe Perotti rischia di andare ad ingrossare una lista già ingombrante di “fantasmi”. Persone scomparse senza lasciare alcuna traccia e di cui, quindi, non si conosce la sorte. Secondo l’ultima relazione del commissario di governo per le persone scomparse, in Umbria dal 1974 ad oggi sono svanite nel nulla 205 persone, piccola tessera di un mosaico misterioso composto da quasi 56mila volti finiti chissà dove.

Sorte che, ad esempio, è toccata a Barbara Corvi, di cui non si sa più nulla dal 27 ottobre del 2009, e anche ad Alessandro Santacroce. La denuncia di scomparsa del cinquantenne amerino risale al 10 novembre 2018. Viveva con la madre nella zona del duomo, nella parte alta della città dalle mura poligonali. È uscito di casa e da allora non è mai tornato.   

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