La solitudine dei “piccoli” sindaci: ecco i comuni dove la sfida è solo quella del quorum

Da Alviano a Montecchio, in diversi municipi al voto si presenta una sola lista. I candidati: manca il confronto con l’avversario e se i cittadini non andranno a votare, le amministrazioni saranno commissariate

Una corsa solitaria e in apparenza facile da vincere. Nella quale bisogna però fare i conti con un avversario tanto silenzioso quanto temibile. Sono diversi i municipi che si presenteranno all’appuntamento elettorale di domenica 26 maggio con un solo candidato in lizza. Da Alviano a Montecchio, passando per Guardea e Castel Viscardo: qui la sfida delle urne è tra i sindaci uscenti – nella maggioranza dei casi – e il raggiungimento del quorum. Se infatti non andrà a votare il 50% più uno degli aventi diritto, il Comune sarà commissariato. Un elemento di riflessione ulteriore da aggiungere ad una considerazione più generale: quali sono gli aspetti positivi e quali quelli negativi dei comuni “monolista”?

Lo abbiamo chiesto ai diretti interessati.

Giampiero Lattanzi (Guardea)

“Sinceramente non riesco a vedere aspetti positivi se non il generale apprezzamento per il lavoro svolto. Altro forse è che in presenza di una sola lista, gli elettori non sono sottoposti allo stress dei vari candidati che in una piccola comunità sono conoscenti ed amici di tutti. Per contro, in presenza di una sola lista va rivista l’impostazione della campagna elettorale. Manca il confronto sui programmi, la dialettica con l’avversario. Occorre spiegare e far percepire l’importanza del voto e della partecipazione. Si fatica certamente di più che in presenza di più liste concorrenti”.

Giovanni Ciardo (Alviano)

“L’evoluzione democratica porta anche a questo non è necessario esasperare le differenze quando c’è un ottimo dialogo e coinvolgimento di chi vuole lavorare per la propria comunità. Bisogna non disperdete le energie e personalizzare i problemi, soprattutto nelle piccole realtà come la nostra”.

Daniele Longaroni (Castel Viscardo)

“Sinceramente non trovo aspetti positivi nel candidato unico, infatti abbiamo sperato fino all’ultimo che ci fosse una lista contrapposta, con la quale poter affrontare la campagna elettorale confrontandoci proprio sui programmi e sulle cose migliori da fare per il bene del nostro territorio. È chiaro però che non possiamo essere penalizzati perché chi doveva lavorare in questi anni alla creazione di un’alternativa alle nostre idee, ai nostri progetti, al nostro modo di amministrare non ha svolto nel migliore dei modi il proprio compito ed ha contribuito a creare una situazione che mai si era presentata nel nostro comune. Quindi, nella consapevolezza che chi ha buona volontà ed un progetto credibile da portare avanti si candida e cerca il consenso dei cittadini, noi abbiamo costruito una squadra che può contribuire al rilancio del Comune e per questo confidiamo nel sostegno di tutta la popolazione”.

Gianluca Filiberti (Lugnano in Teverina)

“Mi risulta che è la prima volta che nel nostro paese si presenti una sola lista e per questo è ancora più importante andare a votare domenica 26 maggio, poiché, se non si raggiunge il quorum del 50% più uno, il nostro comune verrà commissariato. In realtà, gli aspetti negativi superano di molto quelli positivi, poiché non avendo una seconda lista è necessario raggiungere il quorum. La campagna elettorale non è vivace ed è priva di confronto, le persone sono meno motivate ad andare a votare. Questo comporta il grave pericolo del commissario. Cosa comporta tutto ciò? Senza entrare nel merito sul giudizio dell’operato di un commissario straordinario, una cosa è certa: il commissario costa, in quanto egli, per l’espletamento del mandato ricevuto, ha diritto ad un compenso mensile e ad eventuali rimborsi spese, che graveranno sulle casse già esigue del bilancio comunale di Lugnano, con un inevitabile aumento delle tasse. Che tutti gli investimenti e i progetti ambiziosi, indispensabili per la crescita economica e culturale del nostro paese, subiranno sicuramente un arresto. La presenza del commissario potrà garantire una corretta amministrazione del comune, ma non garantirà quella energia, costanza e passione nel portare avanti gli impegni in essere nei lavori pubblici, oltre ai vari impegni di tipo sociale ed assistenziale, come chi è parte integrante della comunità e per primo dipende dalle dinamiche positive o negative del suo sviluppo economico e culturale, sia per un vantaggio immediato, ma soprattutto per le future generazioni, che non devono essere costrette a lasciare il loro paese per costruire la sicurezza del proprio futuro”.

Damiano Bernardini (Baschi)

“Certamente non auspicavamo una corsa solitaria. La mancanza di un confronto aperto non costituisce mai un aspetto positivo. La cosa più paradossale, tuttavia, sarebbe far ricadere su di noi la responsabilità di questa circostanza. Noi abbiamo avuto la determinazione di metterci in gioco ed ora abbiamo bisogno del più ampio sostegno possibile. Garantiamo l’impegno a realizzare diverse iniziative volte a consentire la massima trasparenza ed un confronto democratico con tutta la cittadinanza, dando spazio alle voci critiche che non troveranno rappresentanza in consiglio comunale. Vale la pena precisare che questa elezione non rappresenta una pura formalità: per essere valida è necessario che si rechi alle urne almeno il cinquanta per cento più uno degli aventi diritto. E non manca chi è pronto a raccogliere i frutti di un nostro eventuale insuccesso. Per questo chiediamo a tutti di sostenerci e di dare fiducia al nostro progetto. Lavoreremo ogni giorno per non deludere le aspettative”.

Federico Gori (Montecchio)

“A mio avviso c’è un aspetto positivo e uno negativo. Quello positivo riguarda essenzialmente la campagna elettorale nei piccoli comuni, spesso molto accesa ed agguerrita. Si è dunque evitato lo scontro: la speranza è quella di colmare gli strappi con il dialogo ed interpretare e interpellare i sentimenti e le idee di tutti i cittadini, anche di chi giustamente la pensa diversamente da noi. Avere una lista competitor però è molto importante, ecco l’aspetto negativo. Dal nostro punto di vista, abbiamo fatto il nostro portando avanti la missione pubblica. Manca la minoranza, un punto di vista alternativo. Dovremo interpretare le esigenze collettive, anche di chi non è concorde con le nostre idee”.

Sauro Basili (Allerona)

“Avrei preferito che ci fosse stata un’altra lista per garantire un confronto. Tuttavia mi fa anche pensare che non si sia sentita l’esigenza, tra la gente, di garantire un’alternativa forse perché quello che è stato fatto è stato apprezzato. Purtroppo è un problema di molti comuni piccoli: occorre fare una riflessione a tal proposito. Se questa mancanza è dettata dalla distanza tra istituzioni-politica e cittadini allora la preoccupazione sarebbe piuttosto rilevante”.

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