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Lunedì, 17 Giugno 2024
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“Dirigente comunale al welfare senza titoli? Il segretario e l’assessore riferiscano in commissione”

I dubbi del consigliere del gruppo misto, Emanuele Fiorini, sul bando del 2020: “La laurea della dottoressa Accardo potrebbe non essere quella richiesta per l’ammissione”

Mi chiedo come sia possibile che l’attuale dirigente all’istruzione, cultura e welfare del Comune di Terni, Donatella Accardo, abbia partecipato e vinto il concorso pubblico per titoli ed esami indetto da questa amministrazione nel 2020, quando sembrerebbe che la stessa non possieda il titolo richiesto dal bando ai fini dell’ammissione alla procedura.

Infatti, l’articolo 2 comma 1 del predetto bando rubricato “requisiti per l’ammissione” disponeva che, per essere ammessi al concorso, i partecipanti dovessero possedere i seguenti titoli di studio: diploma di laurea vecchio ordinamento in giurisprudenza, scienze politiche, economia e commercio o equipollenti o laurea specialistica di cui al decreto ministeriale n. 509/1999 o laurea magistrale di cui al decreto ministeriale N. 270/2004, equiparati ai diplomi di laurea del vecchio ordinamento sopra indicati, secondo quanto stabilito dal Decreto interministeriale 09.07.2009, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 233/2009.

Ma dalla verifica del curriculum della dottoressa Accardo, pubblicato sul sito dell’ente nella sezione “amministrazione trasparente”, si evince che la stessa ha una laurea specialistica in statistica e informatica per l’azienda, un titolo che potrebbe non essere né equipollente né equiparato al diploma di laurea in giurisprudenza, scienze politiche ed economia e commercio, in base a quanto stabilito dai decreti ministeriali riportati all’art. 2 comma 1 del bando di concorso.

Com’è possibile che nessuno si sia accorto di questo dettaglio, forse perché la commissione esaminatrice, essendo composta da tutti membri provenienti dal territorio perugino, lo stesso territorio da cui viene la Accardo, ha controllato la domanda di partecipazione con superficialità?

Laddove il titolo si rivelasse inidoneo ai fini dell’ammissione alla procedura concorsuale, la responsabilità più grande, a mio avviso, è dell’amministrazione comunale, nella figura del dottor Francesco Saverio Vista, dirigente al personale, il quale in base alle normative vigenti ed in particolare anche a quanto previsto dal regolamento comunale denominato “disciplina dei concorsi e delle altre procedure di assunzione” avrebbe dovuto verificare. Infatti l’articolo 12 del richiamato regolamento dispone quanto segue: “La verifica del possesso dei requisiti e dell’osservanza delle condizioni prescritte dalla legge, del presente regolamento e del bando per l’ammissione ai concorsi avviene a cura degli organi dell’amministrazione”. Quindi il dirigente non ha verificato oppure per lui quello che ho constatato io non è rilevante? L’assessora al personale, avvocato Giovanna Scarcia, sapeva nulla? Si è accorta di nulla? Cosa dirà?

Chiederò di trattare immediatamente l’argomento in quarta commissione con l’audizione del dirigente Vista e dell’assessora Scarcia e che, per il momento, l’operato della dirigente Accardo in via cautelativa sia sospeso al fine di fare chiarezza perché, laddove la mancanza del titolo risultasse accertata, si porrebbe un problema di legittimità dei suoi atti amministrativi, sia passati che futuri.

*consigliere comunale gruppo misto

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