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Ospedali al collasso, "Gravissima e faziosa condotta del commissario Arcuri". Consiglieri regionali leghisti all'attacco

Nella nota dei consiglieri regionali umbri del Carroccio, il duro attacco al commissario per l'emergenza sanitaria che, secondo i leghisti, ha interpretato le norme in modo avvalorare una "falsa ricostruzione dei ritardi accumulati".

Una nota sottoscritta da tutti i consiglieri regionali leghisti, mette nel mirino le affermazioni rese dal commissario per l'emergenza sanitaria, Domenico Arcuri, riprese già dalla minoranza a Palazzo Cesaroni. 

“La maggioranza – sostengono i consiglieri di minoranza - ha avuto sette mesi per implementare i posti di terapia intensiva e adeguarsi al piano per il potenziamento della rete ospedaliera e ha perso tempo correndo dietro agli ospedali da campo e scaricando le sue responsabilità sul Governo nazionale. Oggi le strutture sanitarie sono al collasso, non vi sono più posti letto per nessun tipo di patologia, non solo Covid. La conferenza stampa del commissario Arcuri ha fatto definitivamente chiarezza sulle fake news della Lega sul piano di rafforzamento degli ospedali. Il comma 14 dell'articolo 2 del Decreto Rilancio dispone infatti chiaramente che già da maggio la regione avrebbe potuto realizzare i piani di adeguamento della rete ospedaliera utilizzando sin da subito i 25 milioni messi a disposizione dal Governo. L'Umbria – sottolineano - avrebbe potuto utilizzare sin da subito quella cifra senza aspettare i bandi commissariali che costituiscono oggi un ulteriore strumento a supporto soprattutto di tutte quelle regioni, come l'Umbria, che non hanno chiesto la delega commissariale”.

"L'interpretazione di Arcuri non corrisponde al vero"

Rilanciano mettendo il carico i consiglieri regionali leghisti che accusano Arcuri di leggere il provvedimento a favore di una interpretazione distorta. “Non corrisponde al vero quanto affermato da Arcuri – spiegano - ovvero che le Regioni potevano realizzare direttamente gli investimenti da maggio poiché il Decreto Rilancio è stato licenziato il 19 maggio ed esclude chiaramente tutte le eventuali opere effettuate successivamente a tale data, come si evince chiaramente anche dall’art. 2, comma 1 del Decreto Rilancio che statuisce l’obbligo delle Regioni di garantire l’incremento di attività in regime di ricovero in Terapia Intensiva tramite apposito piano di riorganizzazione che doveva essere approvato dal Ministero della Salute ai sensi dell’art. 5 delle procedure di approvazione indicate nelle linee guida del Ministero emanate solamente il 29 maggio”.

“Il commissario Arcuri – continuano i consiglieri regionali della Lega - ha dunque surrettiziamente dato lettura del comma 14 omettendo l’inciso anteriormente al presente decreto legge, al fine di rendere l’interpretazione della norma favorevole alla sua falsa ricostruzione dei ritardi accumulati, prestandosi alle strumentalizzazioni del PD e 5 Stelle
invece che dedicare integralmente le proprie energie alla mitigazione della curva pandemica”.“Auspichiamo che tale gravissima condotta faziosa del commissario, in considerazione anche delle precedenti vicende della carenza delle mascherine a prezzo calmierato ed il flop della gara per i banchi anti-Covid con criteri che nessuna impresa poteva rispettare, costringendolo a modificare il bando per ben due volte, anche il giorno prima della scadenza del 29 luglio, convinca il Presidente Conte a revocare la nomina del commissario Arcuri che – concludono - espone l’Italia e l’Umbria ad un rischio gravissimo di fronte alla pandemia in atto”.

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