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Acciai Speciali Terni: “Fiducia e ottimismo per l’anno che verrà”

L’intervento di Marco Celestino Cecconi (FdI): “Il sindaco Bandecchi è contento di non dover firmare nulla per il rilancio delle acciaierie”

Il 2023 non potrebbe concludersi sotto auspici migliori per Terni, ed il 2024 non potrebbe aprirsi all’insegna di viatici più bene auguranti, di quelli di cui in queste ore abbiamo notizia e che si materializzeranno proprio tra la fine di questo mese ed il prossimo gennaio, quando dalla commissione europea arriverà il previsto semaforo verde all’accordo di programma per le nostre acciaierie e si arriverà dunque alla firma. Una soddisfazione che non può essere offuscata da nulla. E che relega all’avanspettacolo le esternazioni con le quali il sindaco Bandecchi si è distinto al riguardo, anche in questa occasione. 

Le notizie buonissime delle ultime ore ce le hanno fornite gli unici veri protagonisti di questa bella pagina di buona politica (politica industriale e non solo) scritta solo e soltanto dal centrodestra umbro e nazionale. Da un lato, il ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che ha annunciato la buona novella a nome del governo Meloni e degli altri ministri che hanno lavorato per lo stesso obiettivo, ad iniziare dall’ambiente. E, dall’altro, il presidente della Regione, Donatella Tesei, che ha tessuto pazientemente per mesi e mesi una tela senza la quale la trama di questo successo non sarebbe quella che è: il più grande investimento per un polo produttivo e una città che l’Umbria abbia mai conosciuto, come è stato giustamente definito quello stanziamento di un miliardo e cento milioni di euro (230 di parte pubblica ed 870 di parte privata) che dovrà essere speso e rendicontato entro i prossimi tre anni. Milioni di euro per avviare a soluzione le criticità ambientali, per il ritorno del lamierino magnetico, crescita dell’occupazione e dell’indotto, infrastrutture adeguate, un ‘quadro di contesto’ in cui andranno ad inserirsi felicemente anche le soluzioni migliori per garantire alla fabbrica di viale Brin le condizioni giuste anche sotto il profilo dell’approvvigionamento energetico. Eccole qua, dunque, le buone notizie, tutte scritte in un piano industriale che farà delle acciaierie ternane (diventate con i tedeschi una fabbrica marginale sulla scena globale ed ormai praticamente quasi in dismissione), una delle principali e più moderne acciaierie d’ Europa, “un polo siderurgico fondamentale del sistema produttivo italiano", come ha detto anche in queste ore Urso.

Rispetto a tutto ciò, come rubricare le parole di Bandecchi di questa mattina, pronunciate all’uscita del colloquio con Urso? Il sindaco di Terni si è detto “contento di non dover mettere la propria firma sul documento di rilancio delle acciaierie”. Anche noi lo siamo. Anche noi siamo felicissimi del fatto che il ruolo di Bandecchi in tutta questa vicenda sia solo quello che è, ovvero inferiore a quello di una comparsa. Che cosa potrebbero aspettarsi, da uno così, i ternani e le acciaierie? Che cosa avrebbero potuto aspettarsi da uno che (spalleggiato da certi suoi assessori e rispettivi suggeritori vetero-grillini) non ha perso occasione per dare addosso tutti i giorni all’Ast, mosso evidentemente da furori pseudo-ambientalisti che troverebbero soddisfazione solo nella chiusura della fabbrica?

A bonificare la discarica di Papigno (di proprietà dell’Ast e per anni e anni usata dal Comune di Terni in comodato) ci penserà adesso la famiglia Arvedi, con un proprio progetto e soldi propri. Bandecchi stamattina, a colloquio con Urso solo per questa faccenda, non poteva che prenderne atto. Quella bonifica sarà la soluzione di un problema ambientale e, risistemata a norma di legge ed utilizzata d’ora in avanti dalle acciaierie, consentirà quell’incremento della produzione verso il quale l’Ast procede ormai a gambe levate. Nemmeno il più folle dei parolai avrebbe trovato il modo di piantare qualche grana.

Bandecchi è contento di non dover firmare nulla per il rilancio delle acciaierie. Bene. A Terni la sua firma per fortuna non serviva e non serve. Terni saluta con fiducia ed ottimismo la fine del 2023 e l’anno che verrà. Bandecchi saluti pure la sua irrealistica pretesa di accreditarsi come imprenditore lungimirante e uomo di governo.

*Coordinatore comunale Fratelli d’Italia

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