Barbara Corvi, faccia a faccia fra l'indagato di omicidio volontario e il procuratore di Terni

Come stabilito, il procuratore di Terni, Alberto Liguori, ha interrogato nella mattinata di venerdì 31 luglio uno dei due indagati per l'omicidio di Barbara Corvi. Ci sarebbe anche un complice accusato di concorso in omicidio.

Si riaccendono ufficialmente le luci della procura di Terni sul caso della sparizione di Barbara Corvi, avvenuta nell'ottobre del 2009. 

Come stabilito, l'indagato numero uno accusato di omicidio volontario, è stato condotto nella caserma dei carabinieri di Terni per essere sottoposto a interrogatorio da parte del procuratore Alberto Liguori. 

Da quanto si apprende, è stato confermato l'impianto accusatorio per l'uomo e per un complice indagato per concorso in omicidio. 

L'esito dell'interrogatorio

Da quanto è trapelato, l'indagato si è rifiutato, in questa prima fase indagatoria, di collaborare con la procura. Non ha fornito dettagli, anzi, sembra si sia avvalso della facoltà di non rispondere o abbia tentato di depistare le indagini con risposte fuorvianti. 

Si attendono aggiornamenti formali da parte della procura. 

L'avvocato della famiglia Corvi, Giulio Vasaturo: "La famiglia Corvi attende con grande dignità"

A far trapelare un sentimeto di commozione e soddisfazione per la riapertura del caso di Barbara Corvi, è l'avvocato Giulio Vasaturo, da anni impegnato per la ricerca della verità sulla donna di Amelia e legale dell'associazione "Libera Contro le Mafie".

"Da moltissimi anni ci battiamo perché il caso di Barbara Corvi venisse riaperto - dichiara Vasaturo - Non saprei dire quale sia stato il quid che ha condotto alla riapertura delle indagini e all'accusa dei due uomini. Sappiamo, però, quello che sino ad oggi è stato, ossia un'intera comunità stretta intorno alla famiglia Corvi, che oggi spera di porter vedere la giustizia fare il suo corso e attende con grande dignità.

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Come associazione "Libera" - conclude il legale - abbiamo sempre partecipato e sostenuto questa battaglia di giustizia in tutte le sedi e nelle manifestazioni che ogni anno ricordano questa donna così amata dalla sua famiglia e dalle sue amiche. Non ultimo il nostro recente appello alle procure della Repubblica dalle telecamere di "Chi l'ha visto" affinché venisse riaperto il caso. Finalmente una luce si riaccende sulla memoria di Barbara". 

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