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Botte in classe per gli alunni “indomabili”: maestra condannata

Spintoni, pugni e pizzicotti ripresi anche da una telecamera alla scuola Mazzini di Terni contro cinque studenti. L’ex insegnante dovrà pagare anche 6mila euro

Spintoni, schiaffi, pizzichi e percosse. Questi i metodi usati per cercare di tenere a bada una classe “esuberante”. Metodi che però sono costati una condanna a un anno di reclusione, subordinata al pagamento di una provvisionale di 6mila euro, ad una ex maestra – oggi in pensione – originaria della provincia di Perugia, che insegnava matematica alla scuola elementare Mazzini di Terni.

Questa la sentenza pronunciata ieri mattina dal giudice Barbara Di Giovannantonio e che chiude – almeno al primo grado di giudizio – una indagine condotta dalla squadra mobile della questura di Terni, coordinata dall’allora pubblico ministero Elisabetta Massini.

Secondo la ricostruzione dei fatti la donna avrebbe ripetuto la sua condotta per più mesi nei confronti di cinque studenti, tutti maschi e con età compresa fra 8 e 9 anni (soltanto una la parte civile costituita in giudizio). A riprova dell’accusa, esistono anche dei filmati ripresi da una telecamere, fatta installare dalla procura, che dimostrano come i metodi dell’insegnante non fossero esattamente ortodossi, anzi.  

In aula il pubblico ministero Sabrina Galeazzi ha chiesto la condanna a due anni di reclusione. Il tribunale ha dimezzato la pena, subordinandola al pagamento della provvisionale. La maestra era assistita dall’avvocato Marco Sansoni, la parte civile da Francesca Carcascio.

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