Coronavirus, boom di richieste per il cibo a domicilio: pizze ma anche ciriole e braciole

Fine settimana di consegne in tutta la città, tanto lavoro per pizzerie e ristoranti che si sono riorganizzati con menu particolari e pietanze da portare direttamente nelle case dei ternani. Con tutte le misure di sicurezza obbligatorie | LE INTERVISTE

Il telefono squilla di continuo, il forno e le mani lavorano ininterrottamente, le voci sono frenetiche. Sono le 19 di sabato 14 marzo e questa è la scena che si ripete in quasi tutti i ristoranti e le pizzerie, rigorosamente chiuse, ma aperte all’interno per preparare il cibo da asporto con le consegne a domicilio.

Il decreto che blocca tutto ha fatto riorganizzare molti ristoratori ternani che, per non stare chiusi e inattivi, si sono dovuti ingegnare con il ‘cibo a consegna’ nelle case. Più facile per chi questo lavoro lo faceva già, molto più complicato invece per molti ristoranti che hanno dovuto mettere in piedi tutta l’organizzazione, dal menù agli orari, dalla comunicazione da fare arrivare ai cittadini fino al personale per le consegne.

I riders, soprattutto giovani pronti alle consegne al minuto in sella agli scooter, sono tutti con le mascherine e i guanti, così come cuochi e titolari dei servizi, ma c’è anche chi viaggia in auto per coprire distanze maggiori.

Il lavoro è tanto, c’è un vero e proprio boom di richieste, vuol dire che l’operazione funziona: le persone a casa, magari nel fine settimana, si fanno arrivare pizze e cibi per non cucinare, quasi come una festa. Domenica lo stesso copione. “Almeno riusciamo a lavorare – dice un ristoratore-  siamo tutti sulla stessa barca e cerchiamo di venire incontro ai gusti e alle esigenze della gente anche per tirare un po’ su il morale, il cibo fa davvero tanto in un momento del genere, facciamo pizze e frittini, ma anche le ciriole fatte a mano e la carne sul fuoco. Ci siamo e ci saremo, con tutte le precauzioni dovute, sperando di tornare a riempire al più presto i nostri locali, apparecchiando i nostri tavoli e cucinando per tuti i ternani”.

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