Coronavirus, l’identikit del “positivo”: 54 anni, il contagio da fuori regione. Più esposte le città ai confini con Toscana, Marche e Lazio

Sono 330 i contagiati in provincia di Terni, il picco tra il 23 ed il 25 marzo. Oltre cento i sanitari colpiti dal Covid19. La situazione aggiornata nelle residenze per anziani e in carcere

Il nuovo Coronavirus si è affacciato in Umbria il 2 marzo scorso quando sono stati riscontrati i primi due contagi. Il picco si è verificato tra il 23 ed il 25 dello stesso mese ma la quota massima di positivi è stata rilevata il 26 marzo con 92 positivi. Ad oggi – 23 aprile – i casi positivi totali sono 1.357, di cui 331 nella provincia di Terni, mentre gli “attualmente positivi” sono 510. Il tunnel dell’emergenza sembra essere arrivato quasi alla sua fine. E allora è possibile tracciare un profilo di come il virus sia entrato in Umbria e disegnare un “identikit” del contagiato.

“Molto forte è stata la rapidità di diffusione del virus – spiega Claudio Dario, direttore regionale di salute e welfare - con tassi di crescita esponenziali. L’80 per cento circa dei pazienti positivi sono asintomatici e il 20 per cento sono stati ricoverati, il 5 per cento in terapia intensiva”.

Secondo quanto ricostruito fino ad ora dalla task-force regionale costituite per la gestione dell’emergenza, le migrazioni di fine febbraio hanno provocato una seconda ondata di contagi con persone venute a contatto con aree rosse per lavoro o per studio. Dopo il 10 marzo i casi che si sono verificati sono stati sempre di importazione e lo sviluppo del contagio in Umbria è stato contenuto grazie anche alla disciplina della nostra popolazione.

Problemi si sono verificati soprattutto nelle città di confine con Marche, Toscana e Lazio: i dati della protezione civile dicono infatti che dopo Perugia (328), la città con il maggior numero di contagio è Città di Castello (116) che precede Terni (109), Gubbio (73) e Orvieto (53). Sono 46 i contagiati arrivati in Umbria da fuori regione, mentre a Foligno i positivi sono 40 e a Giove 38.

È stato necessario circoscrivere due zone rosse su tutto il territorio regionale: Pozzo, in provincia di Perugia, nel Comune di Gualdo Cattaneo, e – appunto - Giove, dove “c’è stato un contagio fra familiari, ma contenuto nei numeri”.

Piuttosto colpita è stata la categoria del personale sanitario (medici, infermieri e operatori socio sanitari): i positivi superano le cento unità anche se i numeri differiscono di qualche decina di unità tra i bilancio della protezione regionale e i dati indicati dall’Istituto superiore di sanità.

Istituto superiore di sanità secondo il quale il paziente Covid19 in Umbria ha una età media di 54 anni. Rispetto al numero complessivo di contagiati, 460 sono over 60 ma 464 hanno un’età compresa tra 40 e 59 anni.

Ci sono anche 29 casi di bambini (0-9 anni) e 39 casi tra 10 e 19 anni. Nonostante l’Umbria sia una tra le regioni più vecchie d’Italia, la percentuale più bassa tra i contagiati si trova tra gli ultra novantenni: sono 21, l’1,7% del totale.

A proposito di terza età, nelle 70 strutture residenziali per anziani dell’Umbria sono stati effettuati 1.636 tamponi (27.655 quelli totali). DI questi, 738 sugli ospiti (che complessivamente sono 2.548) che solo in 13 casi (1,76%) sono risultati positivi. Sono stati 898 invece i tamponi effettuati sugli operatori (che complessivamente sono 2.327). Gli operatori risultati positivi sono stati 19 (2,12%) quindi il virus ha colpito più gli operatori che gli ospiti. In Umbria, comunque, non c’è stata una emergenza anziani come in altre regioni d’Italia: le situazioni più delicate sono state riscontrate in una Rsa di Castel Giorgio e presso la casa San Bernardino di Porano, che ospita suore anziane. Entrambe le strutture si trovano nell'Orvietano.

Sotto controllo anche le carceri. Rispetto alla popolazione carceraria complessiva dei quattro istituti penitenziari dell’Umbria (1.451 detenuti) sono stati effettuati 175 tamponi, di cui uno solo è risultato positivo. Sono stati 925 i test effettuati sul personale di servizio (polizia penitenziaria e civili) composto da 1.009 unità. Anche in questo caso, è stato riscontrato un solo caso di contagio.

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