Emergenza Coronavirus, in Umbria arriva anche un ospedale da campo

Progetto della Regione per tre milioni di euro, finanziati dalla Banca d’Italia. Avrà trenta posti letto per la terapia intensiva e sarà possibile allestirlo in un paio di giorno. La presidente Tesei: momento importante

L’Umbria avrà un ospedale da campo per gestire l’emergenza Coronavirus. Ma non solo. Il progetto “lampo” della Regione ha intercettato un contributo da tre milioni di euro della Banca d’Italia. Avrà la possibilità di trenta posti di terapia intensiva e sarà possibile allestirlo in 24/48 ore. Sarà possibile averlo a disposizione in un paio di mesi, giusto il tempo di trovare sul mercato tutte le apparecchiature necessarie alla sua funzionalità.

La novità è stata presentata in una videoconferenza della Regione Umbria alla presenza della presidente, Donatella Tesei, dei due direttori regionali Stefano Nodessi (protezione civile) e Claudio Dario (sanità) e di Miriam Sartini, direttrice della filiale di Perugia della Banca d’Italia.

“È un momento importante – dice la presidente Tesei - Oggi presentiamo ufficialmente questa grande opportunità della realizzazione di un ospedale da campo. Voglio ringraziare la Banca d’Italia per questo progetto. L’ospedale sarà utilizzabile sia d’estate che d’inverno: si tratta di una struttura che può essere installata in ogni posto, con una autonomia d’ossigeno di 30 giorni. Sono felice di avere raggiunto questo risultato”.

“La Banca d’Italia – spiega la direttrice Sartini - il 25 marzo ha erogato una prima somma paria 21 milioni a livello nazionale, poi l’istituto ha deciso di avvalersi della collaborazione dei direttori delle filiali per individuare iniziative a livello territoriale. Una seconda tranche di interventi è stata erogata il 31 marzo. L’Umbria è rientrata nella terza tranche. Mi ha colpito molto la rapidità con cui è stato varato questo progetto, molto pratico ed innovativo, anche in termini di utilizzo futuro. Una efficienza di cui mi complimento. Il progetto ha subito riscosso l’approvazione ed è stato inserito nella terza tranche di interventi per 9,5 mln”. Sartini ha poi sottolineato il “pragmatismo tipico delle donne”, elogiando la collaborazione con la presidente Tesei e anticipando la possibilità di “un filone di interlocuzione su tematiche di tipo economico” per gestire la fase due dell’emergenza Covid19.

“Il 27 marzo la presidente ha chiesto il progetto per un ospedale da campo – racconta Nodessi - In tre giorni ci siamo chiusi in uno studio con progetti per ospedali da campo militari. Noi avevamo un ospedale da campo da 4 tunnel per 60 metri l’uno. I vecchi macchinari sono stati usati nell’emergenza del sisma dell'Aquila e ormai sono obsoleti. In quel momento stava crescendo la curva dei contagi da Cronavirus, per questo abbiamo ipotizzato una struttura molto elastica con un potabilizzatore d’acqua, energia elettrica, quattro aree (tre per i degenti e una per i medici), tre camere di biocontenimento”.

L’investimento complessivo sarà da 3 milioni di euro. La prova di montaggio sarà effettuata negli stand di Umbriafiere a Bastia Umbra.

“Nella gestione dell’emergenza Covid – spiega invece Dario – l’aspetto delle terapie intensive è fondamentale per l’assistenza ai pazienti. Le terapie intensive sono la linee difensive. Mentre sul territorio si vince con la prevenzione. Noi abbiamo aumentato la dotazione di posti letto da 69 a 120 e possiamo arrivare fino a 150. Mancano attrezzature ma dal punto di vista logistico siamo in grado di affrontare una eventuale un’altra ondata di questa epidemia. Questa fase di relativo regresso – mette poi in guardia Dario – non va vista come una stabilizzazione. L’epidemia può riprendere in qualsiasi momento anche in vista del fatto che dovremo riaprire tutte le attività con i tempi che saranno necessari, ma dovremo essere tutti attenti e disciplinati. Una possibile riaccensione è dietro l’angolo”.

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Anche per questo, avere a disposizione un ospedale da campo può fare la differenza.

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