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foto di repertorio

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Coronavirus, cresce l’indice di trasmissione in Umbria: più che raddoppiato. Dodici regioni sopra all’uno

Il Ministero della salute e l’Istituto superiore di sanità pubblicano gli aggiornamenti relativi al report di monitoraggio relativo alla settimana compresa tra 27 luglio e 2 agosto

Torna a crescere l’indice RT (di trasmissibilità) in Umbria e più in generale nel resto dell’Italia. Rispetto al periodo precedente la regione più che raddoppia il dato passando da 0,28 a 0,58. Si tratta di un incremento comunque relativo se pensiamo che, ben dodici ‘colleghe’ territoriali superano quota 1. A fare il punto della situazione il consueto report diffuso dal Ministero della salute e l’Istituto superiore di sanità che hanno pubblicato i dati relativi alla settimana compresa tra il 27 luglio e 2 aggiornati al 4 agosto.

L’analisi su scala nazionale

“Complessivamente il quadro generale della trasmissione e dell’impatto dell’infezione da SARS-CoV-2 in Italia, sebbene non in una situazione critica, mostra sempre più dei segnali che richiedono una particolare attenzione. L'incidenza cumulativa (dati flusso ISS) negli ultimi 14 giorni (periodo 20/7-2/8) è stata di 5.8 per 100 000 abitanti, in aumento rispetto al periodo precedente compreso tra il 6 e 19 luglio”.

L’indice RT per ogni singola regione

Sicilia 1.62 (1.55), Provincia autonoma Bolzano 1.43 (1.07), Provincia autonoma Trento 1.28 (1.34), Veneto 1.28 (1.66), Campania 1.25 (1.42), Toscana 1.2 (0.7), Liguria 1.16 (1.25), Marche 1.13 (0.87), Puglia 1.1 (0.37), Lazio 1.08 (1.04), Lombardia 1.04 (0.96), Emilia Romagna 1.01 (1.08), Piemonte 0.87 (0.87), Abruzzo 0.82 (0.77), Umbria 0.58 (0.28), Friuli Venezia Giulia 0.26 (0.41), Sardegna 0.12 (0.08), Valle d'Aosta 0.11, Basilicata 0 (0.04), Calabria 0 (0), Molise 0 (0). Tra parentesi quello relativo alla scorsa settimana.

“Sebbene le misure di lockdown in Italia abbiano permesso un controllo efficace dell’infezione da SARS-CoV-2 – è scritto nelle conclusioni - al momento siamo in una situazione che mostra una tendenza in aumento. Persiste, infatti, una trasmissione diffusa del virus che, quando si verificano condizioni favorevoli, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti, spesso associati all’importazione di casi da stati esteri”.

Report umbria-2

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