Cure bluff contro artrite e sclerosi, tutti a processo

Terapie da 1.500 a 4.000 euro, l'accusa: erano inutili. Sei i rinvii a giudizio, si va in aula a novembre

Il tribunale di Terni

Truffa del dolore, tutti a processo. Saranno in aula il prossimo 27 novembre i sei che, arrestati nel settembre 2016 nell’ambito dell’operazione ‘Seven to stand’, ieri sono stati tutti rinviati a giudizio dal gup del tribunale di Terni, Federica Bona Galvagno, che ha così accolto le richieste del pubblico ministero Marco Stramaglia.

L’accusa per tutti è di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, conseguenza della terapia che i sei avevano ideato e applicato su decine di persone residenti in tutta Italia per curare gravi patologie come l’artrite reumatoide e la sclerosi multipla. Una terapia che, secondo gli inquirenti, sarebbe stata però inutile oltre che piuttosto costosa, con tariffe per ogni paziente che variavano da 1.500 a 4mila euro.

A processo andranno dunque l’avvocato reatino Fabrizio De Silvestri, la fisioterapista Annalisa Grasso, l’ingegnere biomedico Edoardo Romani, il medico Pierluigi Proietti, il farmacista Giovanni Domenico Petrini e il ‘factotum’ Simone De Marco. Alcune delle presunte vittime – 72 il numero complessivo – si sono già costituite parte civile. Tra queste anche l’Associazione italiana sclerosi multipla.

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