Emergenza Coronavirus, Giove ‘zona rossa’: “Fatta per precauzione. Non siamo abituati ad essere confinati”

Il presidente del Giove Renato Tantari, formazione militante in Promozione: “Sono stati fatti tantissimi tamponi con conseguente numero di positivi”

foto di repertorio

A piccoli passi verso la ‘data X’. Il comune di Giove è stato dichiarato ‘zona rossa’ dallo scorso 10 aprile. L’ordinanza emanata dalla governatrice Tesei sarà in vigore fino al 24, poi si dovrà valutare se proseguire o meno con le restrizioni previste all’interno del documento. La comunità sta rispondendo in modo adeguato dato che, la diffusione del contagio si è arenata nonostante un numero consistente di tamponi effettuati. Il sindaco Alvaro Parca, nel consueto bollettino giornaliero diffuso ieri sera, ha aggiornato la comunità: un nuovo caso di positività ed un paziente guarito, il secondo dall’inizio della pandemia: “Siamo in attesa dei risultati di una decina di test che potrebbero essere decisivi per la fine della zona rossa” ha aggiunto il primo cittadino.

Renato Tantari: “I miei ragazzi a servizio della comunità”

Il Giove è una delle otto realtà del territorio ternano che partecipa al torneo di Promozione (insieme ad Amc, Amerina, Campitello, Montefranco, Olympia Thyrus, Romeo Menti e San Venanzo). Il campionato, a seguito dell’emergenza sanitaria, è fermo da ormai due mesi dato che l’ultima partita è stata giocata il 22 di febbraio.

I gialloblù hanno così deciso di mettersi a servizio della comunità e dare un contributo importante per chi, in questo momento, si trova maggiormente in difficoltà: “I nostri ragazzi si danno da fare, portano la spesa a chi non può recarsi direttamente nel negozio aperto, soprattutto chi è in difficoltà: sono encomiabili – afferma al portale www.calcioternano.it il presidente Renato Tantari - Li ho visti crescere fin da quando erano piccoli e sinceramente non me l’aspettavo. Anche grazie alla collaborazione con il comune prendono la lista, vanno nell’esercizio alimentare di riferimento e consegnano la merce a chi non può muoversi da casa. Inoltre contribuiscono nella distribuzione delle mascherine, portano i sacchi e forniscono altre prestazioni di supporto”.

La situazione a Giove: “La zona rossa ha aggravato ulteriormente la situazione ma non c’è niente di preoccupante. Sono stati fatti moltissimi tamponi con conseguente numero di positivi. Ci conosciamo tutti in paese. Siamo un pizzico rassegnati perché non abituati ad essere confinati e limitati nel poter muoverci”.

Nei giorni scorsi i presidenti di tutte le categorie dilettantistiche hanno avuto la possibilità di confrontarsi con Luigi Repace: “Abbiamo chiesto al massimo esponente del CRU l’azzeramento dei costi di iscrizione e di venirci incontro nelle spese di gestione. Si rischia che il 30% delle società non si iscriveranno o comunque avranno molte difficoltà. Personalmente – afferma il presidente Tantari - fare la Seconda, la Prima Categoria o la Promozione è indifferente. Ho quattordici ragazzi di Giove su venti e di sicuro non sarà un problema. Il nostro intento è farli divertire, dare impulso alla loro passione. Giocare al calcio, in questi contesti, non lavoro e non porta un guadagno”.

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