Emergenza Coronavirus a Terni: “L’arrivo dell’ambulanza ed il conforto dei familiari nel silenzio del quartiere”

Gli angeli con le tute bianche a servizio della comunità in una fase così delicata vissuta da tutta la comunità cittadina

foto di repertorio

Ci sono momenti che – purtroppo - resteranno indelebili negli occhi e nei cuori di chi sta vivendo da vicino l’emergenza Coronavirus. In primo luogo sono gli operatori della sanità, nessuno escluso, i quali si prodigano quotidianamente nel cercare di salvare vite umane, mettendo a disposizione le proprie competenze. Questa è una delle tante storie raccolte dalla nostra città, verificatasi nei giorni scorsi e raccontata in forma anonima, per rispettare la privacy dei diretti interessati.

E’ uno dei tanti pomeriggi sbiaditi che caratterizzano quest’ultimo periodo. Le strade sono praticamente deserte, le persone rintanate in casa per tentare di sconfiggere un nemico comune, invisibile quanto pericoloso. Il quartiere, notoriamente chiassoso per via delle tante iniziative programmate durante l’anno, è ormai avvolto, da diverse settimane, in un silenzio surreale. All’improvviso si vede arrivare un’ambulanza parcheggiata in prossimità di una strada secondaria. Come per non dare nell’occhio ed evitare di turbare lo stato d’animo dei residenti, due angeli muniti di tute bianche e dispositivi di sicurezza, si avvicinano ad una delle tante abitazioni presenti. Trascorrono diversi minuti per poi vederli riapparire intenti a ripartire, direzione Santa Maria. Non sono soli, purtroppo: con loro infatti c’è un paziente che viene trasportato sulla barella e caricato con premura all’interno.

I familiari assistono a distanza, sono lì presenti per dispensare parole di conforto. Sanno che non possono accompagnarlo perché questo virus infame può colpirti all’istante senza alcun preavviso. L’ambulanza percorre in silenzio i primi metri a velocità ridotta, supera una rotonda e scompare scortata da una volante della polizia, altri angeli in divisa che si stanno prodigando alacremente per evitare la diffusione del contagio, controllando minuziosamente ogni singola zona della città. C’è una speranza che avvolge ogni singolo familiare, l’auspicio di rivedere il loro caro tornare a casa, una speranza che culliamo anche noi, nel nostro piccolo, nel pieno anonimato.

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